Erano diretti in pellegrinaggio a Medjugorje, ma il loro viaggio è finito prima ancora di iniziare vista la distanza che li separava ancora dalla località della Bosnia Erzegovina che richiama fedeli da tutto il mondo. Una nutrita comitiva di pellegrini napoletani, infatti, nel bel mezzo del viaggio si è ritrovata senza più un soldo. Sparito tutto il denaro che doveva servire, una volta giunti sull'altra sponda dell'Adriatico, per pagare le spese di soggiorno. Una cifra ingente, che dovrebbe aggirarsi sui centomila euro, ha preso il volo durante il viaggio in pullman. Un vero mistero dal momento che il denaro era nella cassaforte di uno dei pullman e che sul forziere non ci sarebbero segni di scasso o forzature della serratura. Aperta con una chiave o un perfetto passepartout.
Il furto è stato scoperto ieri pomeriggio nell'area di servizio di Brecciarola dell'autostrada A/25. La comitiva viaggia a bordo di otto autobus e quella in provincia di Chieti è solo una delle tante soste del gruppo partito dalla Campania. Sono circa le 15 del pomeriggio e la temperatura all'esterno sfiora i 40 gradi, quando la cassaforte che è ben ancorata a bordo di uno degli autobus viene aperta. Tutti a bocca aperta e stupore generale nello scoprire che è stata completamente ripulita. A quel punto non resta che dare l'allarme: sul posto arrivano, e vi resteranno per alcune ore, la polizia stradale di Pratola peligna, la volante della questura di Chieti, la polizia scientifica. Che fine hanno fatto i soldi e soprattutto dove e quando sono stati portati via? E da chi? Sono alcuni degli interrogativi ai quali l'indagine deve cercare di dare una risposta. Sembra infatti che la chiave della cassaforte, che è incassata nel telaio dell'autobus e che dunque è impossibile da scardinare senza usare la fiamma ossidrica o una mola, fosse a disposizione solo di pochissime persone.
Cosa è accaduto? Chi sapeva che su quell'autobus c'erano tanti soldi? Forse qualcuno, estraneo alla comitiva era al corrente, quando il gruppo è partito dalla Campania, dell'esistenza della cassaforte e soprattutto che avrebbe custodito tanti soldi? Se è andata così, una o più persone potrebbero aver seguito la comitiva entrando in azione durante una sosta e approfittando dell'assenza momentanea di passeggeri ed autista ma anche degli inevitabili istanti di confusione che si determinano quando un gruppo numeroso sale e scende dai pullman per una sosta più o meno programmata. Una risposta potrebbe arrivare dai rilievi della scientifica: se, come pare, sulla cassaforte non ci sono segni di effrazione, potrebbero esserci impronte e oltre tracce lasciate dal ladro. Un lavoro che si annuncia comunque difficile ed i cui risultati richiederanno tempo ed ulteriori accertamenti e incrocio di dati. Resta anche da capire, ma l'aspetto non sembra di primaria importanza, dove sia stato commesso il furto: se a Brecciarola oppure in occasione di un'altra precedente sosta lungo il tragitto. Chi ha pianificato il furto lo ha fatto con cura, sapendo di contare su un bottino consistente. Prevedibile lo scoramento e la disperazione dei pellegrini napoletani che stavano vivendo con trepidazione l'esperienza di questo pellegrinaggio. L'ultimo messaggio in ordine di tempo della Madonna di Medjugorje è dello scorso 25 luglio e questo periodo, per l'ormai notissima metà di pellegrinaggio e devozione, trascorre all'insegna delle numerose visite che arrivano anche dall'Italia.