“La sentenza della Corte non coglie di sorpresa le aziende di trasporto pubblico locale” – così il presidente dell’ASSTRA Marcello Panettoni – “ infatti già un anno fa avevamo messo in evidenza la fragilità di un intervento di legge, quello dell’art. 4 con cui il Governo aveva replicato, nella manovra di Ferragosto dell’anno scorso, l’ art. 23 bis, sottoposto a referendum nella vicenda sulla cosiddetta privatizzazione dell’acqua”.
“Ora bisogna mettere mano, per il settore del trasporto pubblico, a provvedimenti chiari e concreti, che, sulla scorta di una legge di riforma che esiste da 15 anni, la 422 , e all’interno del regolamento europeo 1370/2007, tiri fuori, dalle sabbie mobili di una legislazione a corrente alterna, pasticciona e pasticciata come dimostra oggi la sentenza della Corte, un settore essenziale per i cittadini. Sino ad oggi l’aver inserito i trasporti locali nella disciplina generale dei servizi pubblici ha prodotto un unico effetto: il blocco effettivo di qualsiasi vero processo di riforma e di apertura del mercato. Proprio la scorsa settimana abbiamo denunciato il baratro economico che potrebbe inghiottire a breve i bus, tram e metro del paese. E’ ora necessario che la politica assicuri al nostro settore regole chiare, certezza dei finanziamenti e adeguate forme di tutela del lavoro”