Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.976



Data: 30/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Telefonata Monti-Merkel: insieme per difendere l’eurozona. Juncker contro Berlino: tratta l’Unione come una sua filiale

ROMA Se la scorsa settimana è stata scandita da una serie di comunicati congiunti delle cancellerie europee di sostegno all’euro, oggi i mercati riapriranno con l’ennesimo segnale rassicurante lanciato, questa volta, da Italia e Germania. Ieri infatti Palazzo Chigi ha reso noto che la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier Mario Monti hanno avuto un lungo colloquio telefonico durante il quale si sono detti pronti ad assumere tutte le misure necessarie per difendere la zona euro. Merkel e Monti sono favorevoli anche ad attuare «senza ritardi» le decisioni prese il 29 giugno a Bruxelles, ovvero la possibilità che il fondo di salvataggio Esm acquisti titoli di Stato.
Le parole concordate dai capi di governo di Italia e Germania sono praticamente identiche a quelle scritte venerdì in un comunicato congiunto franco-tedesco. E si tratta di parole che per primo ha usato il presidente della Bce Mario Monti. E’ evidente a questo punto il tentativo dei leaders europei di far capire ai mercati il loro totale sostegno alla Bce in vista della riunione di giovedì della Comitato direttivo dell’istituto di Francoforte che dovrebbe annunciare misure concrete contro la speculazione e a favore dei Paesi che pagano interessi molto alti sui propri titoli di Stato.
Non a caso nella serata di ieri il premier lussemburghese Jean Claude Juncker, che è anche coordinatore dell’Eurogruppo ovvero dei ministri del Tesoro dei 17 paesi aderenti all’euro, ha annunciato che tutti e 17 i Paesi sono pronti «ad agire di concerto con la Bce».
Se si pensa che fino a pochissimi giorni fa la convinzione generale era che l’Italia (e con essa l’Europa) era destinata a vivere un agosto di fuoco sul fronte dello spread, il messaggio di Merkel e Monti suona come una prova concreta di solidarietà fra i partners.
Non a caso nel sobrio comunicato diffuso da Palazzo Chigi si sottolinea anche la «gratitudine» con la quale Mario Monti ha accettato l’invito della Merkel ad un incontro a Berlino da tenersi subito dopo Ferragosto. All’evidenza non si tratta solamente di bon ton. Quanto piuttosto del riconoscimento del cambiamento di tono della Cancelliera che nei giorni scorsi - anche a costo di qualche mal di pancia degli esponenti di governo del partito liberale, suo alleato - si è apertamente schierata con Draghi.
Questo non significa che sul fronte europeo sia tornato il sereno. Ad agitare le acque questa volta non ci sono le ennesime tribolazioni degli europei del Sud.
A sorpresa ieri Juncker ha accusato i politici tedeschi di piegare la gestione della crisi europea alle sole ragioni di politica interna: «Perché la Germania si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa? Perchè tratta l'eurozona come una sua filiale?», ha detto Juncker in una intervista alla Sueddeutsche Zeitung.
Il primo ministro lussemburghese se la pende soprattutto con il populismo di una parte della politica tedesca e dice che: «Non si dovrebbe discutere l'ipotesi dell'esclusione della Grecia dall'eurozona solo per sostenere un argomento di politica interna da quattro soldi».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it