Tre mensilità arretrate - giugno, quattordicesima e luglio - e la procedura di messa in libertà avviata da più di dieci giorni. Con questo quadro i 603 dipendenti del Cstp si avviano a un'altra settimana di passione, senza stipendio e inseguendo voci e promesse. Dopo la protesta di venerdì sul tetto del deposito di Pagani, oggi è prevista un'altra manifestazione a palazzo Sant'Agostino, a mezzogiorno: ieri sera, nel corso di un'assemblea al deposito di Fuorni, sono stati decisi i dettagli di quello che vorrebbe essere, nelle intenzioni dei lavoratori, un altro gesto eclatante. Contemporaneamente un presidio dei dipendenti sorveglierà sull'esito del consiglio provinciale, che inizierà alle 13: al primo punto dell'ordine del giorno proprio la situazione del Cstp. Quella che arriva oggi in consiglio è la delibera che disegna la manifestazione d'interesse della Provincia, parallela a quella effettuata dal Comune. Dal voto di stamattina si saprà se i due percorsi, quello di palazzo Sant'Agostino e quello di palazzo di città, continueranno a essere coincidenti. Oppure se, come vogliono alcune voci sempre più accreditate, il voto - anche se si tratta di decidere solo su una verifica preventiva di fattibilità - sancirà la spaccatura, che potrebbe portare anche ai chilometri del servizio comunale affidati a un soggetto e quelli provinciali a un altro soggetto. Le manovre proseguiranno fino a stamattina, quando ai consiglieri si chiederà di votare - dopo l'avviso del Comune - perché si proceda a una «parallela, urgente acquisizione manifestazione di interesse, al fine di verificare la possibilità di un affidamento temporaneo d'urgenza a tutto il 31 dicembre anche dei servizi di trasporto pubblico attualmente affidati a Cstp». Senza risparmiare una sottolineatura agli stessi lavoratori, poiché «l'esecuzione dei servizi di contratto è fortemente pregiudicata da reiterati episodi di interruzione, sciopero e agitazioni». La procedura, concordata con il Comune e parallela per contenuti e cronologia, porterà a invitare le aziende senza pubblicazione dell'avviso. L'unica differenza è nel numero delle aziende invitate: Salerno ne ha chiamate sei (Arriva Italia, Sita Sud, Cotrac, Della Penna, Cosat e Clp), palazzo Sant'Agostino arriva a nove. Le aggiunte sono l'Air di Avellino, l'Anm e la Ctp di Napoli. L'affidamento temporaneo e d'urgenza, rispettivamente urbano e provinciale, dovrebbe avvenire per il tempo necessario all'espletamento delle prossime gare. Sugli stipendi nessuna schiarita. L'assessore regionale Sergio Vetrella ha assicurato che i mandati di pagamento sono in ragioneria, ma di per sè la notizia non è entusiasmante: nell'ultimo caso ci sono rimasti per mesi. In strada, complice anche il servizio festivo, ha circolato ieri un solo bus rispetto ai trenta di sabato, un numero che era tornato accettabile dopo lungo tempo. Oggi la situazione tornerà drammatica: un numero consistente di autisti parteciperà al presidio davanti alla provincia. Infine da Roma arriva una buona notizia. La commissione Bilancio del Senato, nell'esame dei vari emendamenti presentati al disegno di legge per la spending review, ne ha approvato un emendamento che esclude il trasporto pubblico, nel suo complesso, dai tagli alle finanze delle regioni. Una notizia che fa il paio con l'incontro della settimana scorsa in Regione, quando è stato lanciato l'appello al governo di un piano di rientro anche per le aziende private del trasporto su gomma, dopo quello approvato per le aziende dell'Eav.