C'È TEMPO fino a venerdì 24 agosto per il trasferimento dallo Stato alla Regione, della proprietà. Quella di Ferrovie Sudest, il cui azionista unico è il ministero delle Infrastrutture, che sarebbe disposto pure a ricapitalizzare la srl con 20 milioni di euro. In tal caso la "regionalizzazione" avverrebbe entro la fine di quest'anno. Ma il condizionale è d'obbligo. Perché, a quanto pare, occorrerebbero più dei 20 milioni promessi per continuare a fare marciare treni e autobus gestiti dalla società, sedicente disinvolta. E il regalo diventerebbe un "pacco". FSE garantisce collegamenti tra Bari, Taranto e Lecce attraverso una rete ferroviaria lunga quasi 500 chilometri (le corse a binario unico e non elettrificato, sono 8) e 43 autolinee della "divisione automobilistica". La giunta Vendola prima di riceverla in dono chiede e ottiene dal ministero a cui è a capo Corrado Passera, la due diligence. Il sospetto è che dalla verifica dei conti, potrebbero saltare fuori non poche sorprese a proposito dei debiti di Ferrovie Sudest. Sembra che ammontino a 200 milioni, a cui si aggiungono altri 130 milioni di euro che Fse iscrive nel bilancio come credito vantato nei confronti della Regione. Che esce vincente dal braccio di ferro davanti ai giudici del Tar. Il secondo round, al Consiglio di Stato, andrà in scena fra cinque mesi. Quello che un po' tutti definiscono «il classico carrozzone pubblico», vanta la manica larga. Tant'è che l'ultimo piano economico e industriale di Fse, prevede una contrazione dei costi per 22 milioni, addirittura senza licenziare nessuno. Tra gli sprechi figurano la sede di rappresentanza a Roma o la "esternalizzazione" di alcuni servizi. In un'azienda che conta 1.500 dipendenti, a febbraio si era aperta la procedura per cercare chi pulirà stazioni e materiale rotabile. L'appalto andrà avanti per due anni e vale 2 milioni 200mila euro. Nel già citato piano economico e industriale, Fse assicura di volere "internalizzare" tutto. Ma dal 2015: otterrebbe qualcosa co Tra gli sprechi la sede di rappresentanza a Roma e i servizi affidati all'esterno me 12 milioni di risparmi, fino al 2017. L'ennesimo capitolo spinoso riguarda i compensi. Non tanto quello dell'amministratore unico di Fse, Luigi Fiorillo, ex dirigente di Ferrovie dello Stato, che comunque guadagnerebbe non meno di 80mila euro. Ma piuttosto quelli di alcuni direttori generali «segnalati dalla politica», che intascherebbero tra i 160mila e i 240mila euro all'anno. Nel frattempo immaginano il blocco del turn over, che dal 2013 ai prossimi quattro anni garantirebbe di non spendere 15 milioni di euro. Sì, insomma, a lungomare Nazario Sauro hanno l'intenzione di vederci chiaro, anche perché hanno il controllo dei binari e alla fine nonostante la spending review made in Fse, potrebbero perfino voltare le spalle a questa "ottantunenne" nata nel 1931 come rete ferroviaria secondaria della Penisola salentina, e rivolgersi ad un altro operatore. «Non vogliamo aprire il regalo e scoprire una brutta sorpresa» aveva detto Nichi Vendola. Meno immaginifico, ma non per questo inefficace, l'assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini: «Non possiamo pagare gestioni di cui noi non abbiamo nessuna responsabilità».
I numeri
1500 DIPENDENTI È il totale dei dipendenti della società a responsabilità limitata Ferrovie Sudest
60000 PASSEGGERI I viaggiatori che ogni giorno giorno usano treni e autobus di Ferrovie Sudest
120 FATTURATO Ammonta a 120 milioni di euro il fatturato delle Ferrovie Sudest, nate nel 1931
200 DEBITI Ferrovie Sudest avrebbero debiti per almeno 200 milioni di euro