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Pescara, 15/06/2026
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Data: 31/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Mediazione sui farmaci generici. Universitari, tetto agli aumenti. Pubblico impiego, sindacati divisi sullo sciopero il 28 settembre

ROMA Un aggiustamento che ha il sapore del compromesso: nel maxi-emendamento al decreto spending review su cui il governo ha chiesto la fiducia la norma sull’obbligo per il medico di prescrivere solo principi attiva è stata in parte ammorbidita. Mentre, in tema di università, è stato inserito nel testo un tetto agli aumenti delle tasse per gli studenti in corso, che scatterà però solo dall’anno accademico 2013-2014.
Il voto di fiducia si svolgerà stamattina. Con il maxi-emendamento, che assorbe anche il decreto su dismissioni e agenzie fiscali che era stato adottato a metà giugno, il provvedimento trova la sua forma definitiva perché dopo la fiducia al Senato arriverà alla Camera blindato. Inizierà quindi la fase di attuazione che per quanto riguarda il pubblico impiego sarà accompagnata almeno nella fase iniziale dal confronto con il sindacato. Ieri si è tenuto un incontro con il ministro Patroni Griffi, al termine del quale Cgil e Uil hanno confermato lo sciopero per il 28 settembre, decisione alla quale non ha però aderito la Cisl. Sulla norma più contestata, la potenziale messa in mobilità dei lavoratori pubblici in esubero, il ministro ha detto che gli effetti concreti potranno essere valutati solo a fine ottobre, quando al termine della definizione delle piante organiche, con possibili compensazioni tra un’amministrazione e l’altra, saranno emanati i provvedimenti attuativi. Per Patroni Griffi si tratta comunque di una soluzione meno «traumatica» di quella adottata da altri Paesi.
La formulazione definitiva dell’emendamento sui farmaci generici è meno drastica di quella originaria. Il medico, si legge nel testo «è tenuto a indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco». Ma c’è anche un’aggiunta: lo stesso medico «ha facoltà di indicare altresì la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo». Questa indicazione «è vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilità». Il testo chiude ricordando che il farmacista dovrà comunque attenersi alle norme attualmente in vigore, cioè quelle già oggi gli impongono di fornire il farmaco equivalente di prezzo più basso, salvo diversa richiesta del cliente, se il medico non ha indicato l’insostituibilità di un particolare medicinale. La soluzione trovata non piace però ai medici di famiglia che la giudicano «peggiorativa» in quanto prevede un aggravio di lavoro per la categoria. Mentre il ministero dell’Economia sottolinea che non si tratta di un passo indietro perché resta l’obbligo di indicare il principio attivo.
Un’altra novità rispetto al testo della commissione riguarda il tema delle tasse universitarie. Da una parte viene confermata la possibilità di aumentare il contributo a carico degli studenti fuori corso: nel caso di quelli con reddito molto alto (oltre i 150 mila euro misurati con l’Isee) l’incremento potrà essere del 100 per cento. Si interviene però anche a proposito degli studenti in regola con i corsi e gli esami: nei prossimi tre anni accademici, a partire dal 2013-2014, il contributo per quelli tra loro che hanno un reddito Isee fino a 40 mila euro potrà essere incrementato solo nei limiti dell’indice Istat dei prezzi al consumo.
Resta confermato l’impianto del provvedimento, con i suoi meccanismi di revisione della spesa (ad esempio in materia di acquisti e di uso degli immobili pubblici) accompagnati però da tagli lineari in particolare sugli enti locali. E resta anche l’obiettivo di reperire gli ulteriori 6 miliardi e mezzo necessari a scongiurare del tutto l’incremento dell’Iva nel 2013. La strada è quella della revisione delle agevolazioni fiscali, e di altri risparmi sulla spesa: lo strumento potrà essere la legge di stabilità oppure in caso di necessità un nuovo decreto.

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