CHIETI Saranno visionati i video delle telecamere di cui è dotata l’area di servizio di Brecciarola, della autostrada A25 Torano–Pescara, dove domenica all’ora di pranzo 400 pellegrini provenienti da Nola e diretti a Medjugorje, durante una pausa del viaggio, sono stati derubati dei loro soldi, 70mila euro custoditi in uno degli otto pullman diretti in Ancona. Insieme con gli autobus infatti sembra viaggiassero alcune autovetture occupate da altri fedeli. Pellegrini che però sembrano ,ad un certo punto, abbiano continuato la gita sganciandosi dal gruppo. E sfuggiti alle perquisizioni degli uomini della polizia stradale di Pratola appena dopo scoperto il furto. I soldi raccolti, 43mila euro prima della partenza e 27mila euro durante il viaggio, per affrontare le spese di albergo, erano stati sistemati nella cassaforte all’interno del primo pullman. Alle 14 circa i 400 pellegrini sono scesi nell’area di servizio di Brecciarola per rifocillarsi e prendersi una pausa. Tornati sui pullman gli stessi fedeli che sono saliti sull’autobus numero uno si sono accorti del furto.A quanto verificato appena dopo l’accaduto dagli stessi pellegrini e dai poliziotti la cassaforte non presentava segni di effrazione. E’ stata aperta con una chiave, la terza che non risultava nel conto degli organizzatori, evidentemente una copia fatta all’insaputa di tutti. Infatti le chiavi in circolazione erano solo due, una in possesso del capogruppo dei pellegrini, che dopo il furto le aveva ancora e un’altra dentro il forziere. Gli investigatori stanno comunque indagando su tutte le eventualità. Intanto i pellegrini dopo la brutta avventura e dopo essere stati perquisiti e interrogati, domenica sera hanno comunque continuato il viaggio, raggiunto Ancona per prendere la nave che gli ha portati nella cittadina croata.Il pellegrinaggio durerà una decina di giorni, ma al loro ritorno saranno tutti, compresi quelli che viaggivano in auto interrogati di nuovo.Gli investigatori della Polstrada di Pratola hanno per questo chiesto l’autorizzazione alla procura di Chieti che coordina le indagini. A margine del fatto si precisa che l’autobus pubblicato ieri dell’Arpa è solo una foto di repertorio, la compagnia di trasporti regionale, è estranea alla vicenda.