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Pescara, 09/05/2026
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Data: 20/01/2007
Testata giornalistica: Ansa
Autostrade. Sindacati, a rischio 3000 posti. Salta Cipe

(ANSA) - ROMA - Aiscat e sindacati dalla stessa parte della barricata contro la bozza di direttiva Cipe attuativa della nuova disciplina in materia di concessioni autostradali. La presa di posizione espressa dai sindacati ieri sera, che avevano chiesto il rinvio dell'esame da parte del Cipe ha determinato lo slittamento dell' ok alla direttiva, fortemente osteggiata, ma con diverse motivazioni, anche dall' Aiscat e dalle societa' concessionarie. La bozza andra' al Cipe della prossima settimana, dopo gli approfondimento ai tavoli tecnici chiesti da Cgil Cisl e Uil. ''Noi stiamo dalla parte dei lavoratori, non da quella delle concessionarie'', puntualizza Giorgio Santini, segretario confederale della Cisl, a chi gli fa notare la 'strana' alleanza tra sindacati e Aiscat. ''Bene ha fatto il governo a voler vedere chiaro sugli extraprofitti e sugli automatismi delle convenzioni, ma allo stato attuale il dialogo tra governo e Aiscat si e' bloccato, mentre noi vogliamo che riprendano a parlarsi, si deve trovare un punto di equilibrio, a rischio ci sono 3.000 posti di lavoro, quelli delle societa' collegate che svolgono oggi i lavori in house'', dice Santini. Nonostante i contatti intercorsi per trovare punti di mediazione sul testo della direttiva, e' tornato il gelo tra Aiscat e il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Il testo della direttiva ''non rispecchia minimamente le linee piu' volte ribadite e coerenti con la proposta da noi predisposta'', aveva sottolineato l'associazione guidata da Fabrizio Palenzona qualche giorno fa, e la situazione non sembra affatto migliorata. Ora, si sono aggiunte anche le critiche di Cgil, Cisl e Uil, alle quali il governo si e' mostrato sensibile rinviando l'esame del Cipe. Tre i punti che maggiormente preoccupano i sindacati: i meccanismi che determinano l'adeguamento tariffario; gli investimenti; e il destino delle societa' collegate che eseguono in house i lavori delle concessionarie e che occupano circa 3.000 lavoratori, posti di lavoro che verrebbero messi fortemente a rischio con le nuove regole. ''C'e' il rischio - dice Santini - di una paralisi degli investimenti, presenti e futuri. Nella nuova disciplina vi e' una variabilita' del meccanismo tariffario molto forte, legato ai livelli di investimenti attuati, una variabilita' che andrebbe invece temperata. Le societa' da parte loro devono poter avere un quadro di certezze per poter continuare gestione e programmazione, senza fare gli extraprofitti sui quali bene ha fatto il governo a voler fare chiarezza. Ma ora il dialogo tra governo e societa' concessionarie e' bloccato, la situazione sta precipitando e non si fanno le nuove aggiudicazioni. L'ultima cosa che il sindacato vuole e' che si blocchino gli investimenti delle stazioni appaltanti piu' importanti, oltre ad Anas e Ferrovie. E' necessario che si trovi un punto di equilibrio''. Riguardo agli appalti, i sindacati temono che l'obbligo della messa a gara dei lavori di manutenzione e pavimentazione, oggi svolti in house da tre societa' - Pavimental e Spea del gruppo Autostrade, Itinera del gruppo Gavio - abbia conseguenze sull'occupazione dei circa 3.000 lavoratori impiegati dalle tre societa'.

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