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Pescara, 15/06/2026
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Data: 31/07/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sicilia, ultimo giorno di Lombardo e rush di nomine.

144.447. Sono i dipendenti diretti della Regione e quelli indiretti: precari, lavoratori socialmente utili o a contratto, dipendenti delle Asl

ROMA - Negli ultimi tre mesi, da quando ad aprile ha annunciato le dimissioni, Raffaele Lombardo ha distribuito 120 poltrone di governo e di sottogoverno. Ma l’ultima raffica di nomine sparata ieri dal presidente siciliano, che oggi lascerà il proprio incarico alle 16,30, stava per aggiungere ai 120 miracolati un’altra decina di fortunatissimi in zona Cesarini. Forse da ribattezzare, a questo punto, zona Lombardo.
L’Udc e l’opposizione s’indignano per la delibera della nuova infornata. Tanti masticano amaro (perché tra i beneficiati non ci sono io?). Molti siciliani gridano: «Arraffa arraffa fino alla fine Arraffaele!» (nomignolo di Raffaele Lombardo che lascia ma non molla amici e clientes). Così di fatto, grazie allo scandalo denunciato nell’aula dell’assemblea siciliana dai centristi e dai democrat, la seduta di ieri è stata sospesa e l’ultima raffica del nominificio lombardiano viene fermata. Ma resta come simbolo della Sprecopoli siciliana e come rappresentazione di un metodo di gestione non facilmente archiviabile.
Si può perfino sorridere, se ci si riesce, di fronte al fatto che è stato nominato in extremis il nuovo presidente (che risponde al nome di Concetta Torrisi) dell’Istituto per l’incremento ippico in Sicilia. Sarà lo stesso organismo che ha aiutato a crescere e a diventare campione di ippoterapia Zorro, il cavallo passato dalle stalle regionali alla clinica convenzionata Villa delle ginestre, quadrupede che si fa pagare dal contribuente per vitto e alloggio 2.335 euro al mese? E ancora. L’avvocato catanese Antonio Petino è designato alla presidenza del carrozzone che si chiama Ircac. Per un altro istituto regionale, il Crias, il prescelto è l’ex deputato Ottavio Garofalo. Per il Consorzio autostrade (anche se notoriamente in Sicilia ce n’è soltanto mezza) addirittura tre sono le nomine di vertice: Pasquale Gazzarra, Nino Gazzarra, dirigente del partito autonomista di Lombardo a Messina e Santi Calderone, candidato sindaco alle ultime amministrative a Barcellona Pozzo di Goto e vicino al deputato Beppe Picciolo passato dal Pd alla corte del governatore dimissionario. E come non fornire, prima dell’addio di Lombardo, un nuovo numero uno all’ente Parco dell’Etna? Ecco fatto, il nome giusto è quello di Domenico Claudio Galvagno, capogruppo del Mpa alla Provincia di Catania. All’ente Parco dei Nebrodi? Francesco Ingrilli, dirigente Mpa di Capo d’Orlando. E via così. L’ultimo blitz è saltato ma il più è fatto: da ex governatore che farà ancora politica, Lombardo potrà giovarsi di una rete di potere e di un esercito di favoriti che si estende attraverso l’intero bosco e sottobosco della politica siciliana. Andarsene ma lasciando occupati tutti i posti che contano è un modo per restare o una promessa di ritorno anche se intanto, alle elezioni regionali di ottobre, Lombardo personalmente non dovrebbe candidarsi.
Che cos’altro lascia la giunta del governatore? L’abolizione della spending review. Altro regalino spacchettato ieri in zona Cesarini, o meglio in zona Lombardo. Si è deciso insomma di non ridurre il numero dei deputati dell’Ars (sempre 90 saranno: a 13.000 euro netti al mese più varie indennità aggiuntive che fanno lievitare la somma anche a 17.000 euro), di non fare scattare il blocco delle assunzioni e soprattutto di sospendere i tagli al personale della Regione in barba ai desiderata e ai rimbrotti di Mario Monti. La diminuzione doveva essere del 20 per cento in tutto (con il 25 per cento in meno di dirigenti regionali) ma dal ddl sul risparmio alla fine l’assessore all’economia (economia?) Gaetano Armao ha stralciato le norme sui dipendenti. Arrendendosi o compiacendosi di fronte a un esercito di 21.000 dipendenti regionali diretti, a cui si aggiungono i precari che ogni mese ricevono un assegno dalle casse regionali, i lavoratori socialmente utili, i lavoratori a progetto, i forestali. Un totale di 144.147 persone (una ogni 239 abitanti). Comprensivo dei dipendenti delle Asl. A proposito: ieri stavano per essere nominati anche i direttori generali delle aziende sanitarie provinciali di Catania, di Agrigento, di Messina, di Ragusa. Non ci si è riusciti, ma per la nuova infornata c’è tempo fino alle 16, 30 di oggi. La sorpresina potrebbe arrivare anche alle 16,29, perchè agli amici si vuole bene fino alla fine e possono tornare utili ancora.

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