TORINO La gara per mettere sul mercato il 49% di Gtt procede a passo spedito: i vertici di Comune e Ftc - holding di Palazzo di Città responsabile del procedimento - mantengono ancora riserbo sul numero di lettere arrivate entro la scadenza di ieri. In ogni caso, sul tavolo dovrebbero esserci tre istanze di partecipazione da parte di potenziali partner industriali nel trasporto pubblico locale cittadino: Ferrovie dello Stato, attraverso l'operatore lombardo Trenord, gli aglo-tedeschi di Arriva - già presenti in Piemonte con la Sadem - e i francesi di Keolis. Dopo l'esame dei prerequisiti, riceveranno una lettera d'invito e potranno presentare un'offerta al rialzo a partire da una base d'asta di 112,7 milioni. Con la parte tecnica che peserà di più (punteggio massimo 55 punti) di quella economica (45 punti). E la possibilità, per il socio pubblico, di indicare il presidente e due componenti del cda. I grattacapi maggiori per la Giunta Fassino arrivano però dalla gara per cedere l'80% di Trm, la società che sta costruendo il termovalorizzatore del Gerbido, progetto finanziato per 413 milioni da Bnp Paribas e Banca europea. Una cessione che, dopo il via libera in Consiglio comunale mercoledì scorso, dovrà ottenere l'ok dell'Ato-R, l'ente a cui fa capo la concessione del servizio di smaltimento rifiuti per Torino e provincia. Ieri si è discusso nel merito, ora si aspetterà fino a domani per vagliare le delibere portate in assemblea dal vicesindaco Tom De Alessandri e per votare. Sul tavolo due mozioni: la prima, a favore di un rafforzamento degli strumenti di controllo da inserire nel futuro bando; la seconda, sostenuta da due consorzi che pesano per circa il 30% dei voti, che prevede la sospensione delle decisioni di Palazzo di città e mette in campo l'ipotesi di allungare la concessione del servizio, da venti a trent'anni, cedendo una quota di minoranza della società. Il Comune di Torino, che all'interno dell'Ato pesa per circa il 40% dei voti, dovrà scongiurare il rischio che passi l'ipotesi di una cessione "condizionata" di Trm. Uno scoglio da superare visto che Palazzo di città, in fatto di partecipate, punta dritto a ricavi per circa 330-350 milioni. Per non parlare poi dell'eventuale minore interesse dei potenziali partner economici, come dichiarato dalla stessa Iren, all'acquisizione di una quota di minoranza in Trm. Se il voto di mercoledì andrà nella direzione che si augura Palazzo di città, si potrà procedere alla gara unica per la cessione dell'80% di Trm e del 49% di Amiat, con il bando atteso per metà settembre. «Compito dell'Ato - spiega Paolo Foietta, presidente dell'ente provinciale - sarà di definire i criteri da inserire nel bando di gara per la concessione del servizio, in previsione dell'ingresso di un nuovo socio». Sarà più lungo l'iter anche per piazzare il 28% di Sagat, aeroporto di Caselle, dopo che la gara è andata deserta. Fino a ottobre si svolgerà la procedura per consentire ai soci di far valere il diritto di prelazione. In campo il fondo Sintonia dei Benetton (al 24,39%) e Intesa Sanpaolo attraverso Equiter (12,4%). Sul piatto, accanto alla quota di Torino, anche il 5% della Provincia e, prossimamente, il 4% della Regione. Un pacchetto che cuba 37%, su cui F2i potrebbe giocare un ruolo in una futura trattativa negoziale. Ma soltanto se gli attuali soci resteranno fuori dalla partita.