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Data: 01/08/2012
Testata giornalistica: La Repubblica
Privatizzazione, muro contro muro resa dei conti in consiglio comunale. Doria non cambia la delibera, rischio scioperi immediati

Il caso Amt. FUMATA nera. I sindacati hanno chiesto al sindaco Doria di stoppare la delibera che dà il via alla privatizzazione dell'Amt, ma non sono riusciti a spuntarla. Oggi pomeriggio la delibera andrà all'esame del consiglio comunale con il corredo di un emendamento che dovrebbe ammorbidirne un po'i toni, ma la sostanza non cambia, occorre avviare le pratiche per vendere una «quota significativa» della società ai privati, pena il fallimento entro la fine dell'anno. E da parte loroi sindacati hanno già aperto le ostilità: oggi pomeriggio tutti i lavoratori non impegnati in turno sono chiamati a manifestare a Palazzo Tursi. «Non possiamo dichiarare sciopero perché le regole non ce lo consentono - dice Corrado Cavanna, segretario Filt-Cgil - visto che gli scioperi sono già dichiarati per settembre, altrimenti lo avremmo fatto. Comunque, al Consiglio chiederemo una riunione con i capigruppo per esporre le nostre posizioni e per chiedere loro di sospendere l'operazione». La tensione nelle rimesse è molto alta, tanto che qualcuno ha anche lanciato l'idea di far scattare uno sciopero selvaggio già da questa mattina, ma dai sindacati è arrivato l'invito a tenere i nervi saldi e a limitarsi per il momento alla protesta in Consiglio di quelli liberi dal turno. «Metteremo in campo tutte le azioni possibili per stoppare questo progetto - attacca Andrea Gatto, segretario della Faisa-Cisal - l'esperienza con i privati l'abbiamo già fatta quando erano arrivatii francesi. Abbiamo avuto un calo del servizio, la cassa integrazione per 200 lavoratori, un aumento del prezzo del biglietto e il Comune si trova a dover restituire 25 milioni di euro. Ci è bastato una volta, non accettiamo di ripetere un'esperienza di questo tipo». Doria è intenzionato comunque ad andare avanti, forte anche dei rilievi della Corte dei Conti, e per spiegare la sua posizione ha affidato un messaggio video a You Tube, che è diventato ormai il suo canale di comunicazione preferito. «I dati economici della nostra azienda del trasporto pubblico locale nel 2012 peggiorano di mese in mese - è la posizione di Doria - quello che il Comune vuole fare è evitare la liquidazione e riaffermare la centralità dell'azienda nel sistema del trasporto pubblico locale», un'operazione che passa attraverso uno «sforzo eccezionale» e «la ricerca di un partner industriale al quale cedere un pacchetto significativo dell'azienda». Ieri mattina all'alba delle otto e un quarto il sindaco ha convocato anche i consiglieri comunali della lista Doria per spiegare la situazione, poi è andato in commissione a Tursi, dove ha incassato l'appoggio di buona parte degli altri, fortemente contrari si dicono per ora solo il capogruppo della Federazione della Sinistra Antonio Bruno e Gian Piero Pastorino di Sel. Resta da vedere come i gruppi reagiranno oggi alla protesta dei lavoratori. L'assaggio si è avuto nell'incontro che il sindaco ha avuto ieri pomeriggio con i sindacati, assieme all'assessore ai Trasporti Anna Maria Dagnino e al presidente di Amt Livio Ravera. Qui i rappresentanti dei lavoratori si sono presentati sbandierando i volantini della campagna elettorale di Doria, quando chiedeva il voto per diventare sindaco promettendo «più bus». «Il 19 aprile Doria si era presentato al Cral dell'Amt con gli altri candidati sindaco - ricorda Giuseppe Gulli, della Uiltrasporti - dicendo che per difendere il trasporto pubblico locale era disponibile anche ad agire sulla leva del Fisco, oggi parla di privatizzazione». «La verità è che bisognerebbe trasferire il confronto ad un livello più alto, quello regionale - attacca Pino Mazza, della Fit- Cisl - è la Regione che deve metterci i fondi come previsto dalla legge». I sindacati indicano alcune strade percorribili, come i fondi europei per gli investimenti nel trasporto pubblico locale o le verifiche sulla spending review, ma i tempi stringono, il Comune vuole arrivare infatti ad avviare il processo entro pochi mesi. Peraltro la situazione dei conti che sta precipitando rischia di far saltare anche il progetto di unificazione delle aziende in un'unica azienda regionale del trasporto pubblico locale, che sta già procedendo molto a fatica per gli intoppi incontrati finora dalla legge regionale sul bacino unico. Se da un lato il Comune di Genova si preparaa studiare l'ipotesi di mettere in gara una quota significativa di Amt, la situazione di Atp è quasi altrettanto incerta, visto che ieri pomeriggio i sindacalisti sono arrivati a Palazzo Tursi direttamente da Palazzo Spinola, dove solo un'ora prima avevano incontrato il commissario Pietro Fossati che parte da conti provinciali tragici: sull'ente sta per abbattersi infatti un taglio di 22 milioni di euro su un plafond di 25.
I numeri
2400 I dipendenti di Amt, di questi circa 40 sono ancora in cassa integrazione. Si parla ora di cassa a rotazione per 500 amministrativi 20 I milioni di euro di deficit tendenziale che Amt rischia di accumulare entro la fine dell'anno in mancanza di interventi 500.000 I chilometri di servizio che si rischiano di tagliare in base al piano presentato alla vigilia delle elezioni 25 I milioni di euro che il Comune deve ancora restituire ai francesi di Ratp per la quota che era stata rilevata dai soci privati

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