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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/08/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Province e tagli - Pescara-Teramo terza provincia dell’Abruzzo. Progetto anti-soppressione. Ascom: «I due territori muovono il 65% del Pil»

Pescara-Teramo come terza Provincia d'Abruzzo è la soluzione proposta da Confcommercio alla spending review varata dal Governo Monti. Sulla base di criteri oggettivi, su tutti il fatto che si tratta di un’area che muove il 65% del Pil regionale, Ascom riapre il dibattito con l'unione fra i territori del Teramano e del Pescarese, con quest'ultimo sede di Provincia in virtù del maggior numero di abitanti della città capoluogo. Il Consiglio dei ministri ha votato un Decreto in base a due requisiti fissi (350mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di estensione) che salvano L'Aquila, capoluogo di Regione, e Chieti, mentre tagliano fuori Pescara e Teramo. Il Pdl pescarese aveva proposto una macro-Provincia Adriatico-Appennino con l'accorpamento dei territori di Pescara, Chieti e Teramo, ma la decisione ultima sarà presa l'11 settembre, dopo che il Cal (Consiglio per le autonomie locali), nato in Abruzzo il 22 maggio scorso, avrà indicato le linee guida per il riassetto delle Province. «L'idea che fortemente condividiamo - sostiene Confcommercio - è quella della nascita di una terza Provincia, e cioè quella di Pescara-Teramo, ricalcando esempi già riscontrati in altre regioni, come ad esempio nel caso di Forlì-Cesena. A sostegno e supporto della nostra tesi, il fatto che le due Province sono vicine, hanno la stessa estensione ed appaiono entrambe forti sotto il profilo turistico costiero. La loro unione determinerebbe quindi un risultato ottimo per lo sviluppo e la crescita dell'intera zona pescarese e teramana. Non a caso, sono diverse le città della costa confinanti che già da tempo hanno chiesto di poter essere annesse al nostro territorio per appartenere a una Provincia forte, bella e conosciuta sotto il profilo commerciale, turistico, economico e, da quest'anno, anche sportivo (il Pescara Calcio in serie A). Non è possibile che una mera questione di numeri e paletti burocratici possa nascondere una realtà obiettiva, e cioè quella che Pescara e la sua provincia, dal dopoguerra ad oggi, hanno contribuito in maniera determinante a far conoscere e rivalutare l'Abruzzo nell'Italia e nel mondo». I criteri che danno forza alla proposta dell'associazione di categoria partono dalla storia. «Nacque dall'unione dei due Comuni di Pescara, a sud del fiume omonimo e allora in provincia di Chieti - ricorda Confcommercio - e di Castellammare Adriatico, a nord del fiume e allora in provincia di Teramo, e fu istituita Provincia grazie all'interessamento del ministro Giacomo Acerbo e di Gabriele D'Annunzio. A Pescara c'è l'aeroporto d'Abruzzo, unico della Regione, il porto turistico che, con i suoi 1.250 posti barca e con servizi e strutture cantieristiche all'avanguardia, è uno dei più grandi del Mar Mediterraneo, il Centro agroalimentare "La Valle della Pescara", che rappresenta un punto di riferimento nelle distribuzione ortofrutticola regionale, ci sono numerosi assessorati regionali, inoltre Pescara è sede, insieme a Chieti, dell'università "Gabriele d'Annunzio", di cui ospita quattro facoltà, numerosissimi sono quindi gli studenti fuori sede che trovano alloggio nel territorio del Pescarese. Sempre qui c'è un vivace movimento turistico, una buona offerta di servizi e ogni anno la città ospita importanti manifestazioni musicali (Pescara Jazz), cinematografiche (Premio Flaiano) e sportive (Ironman)».

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