Comune. Procacci e Sbraccia hanno chiesto al Brucchi la sostituzione dell’assessore alle finanze Dodo Di Sabatino
La "granitica" maggioranza del sindaco Brucchi si sfalda. quel matrimonio quasi impossibile che solo a Teramo vede l’Udc alleato del centrodestra comincia a dare segni di cedimento. Ieri in consiglio comunale dura presa di posizione dei due consiglieri Udc Marcello procacci e Domenico Sbraccia, che hanno di fatto disconosciuto il loro riferimento in giunta, il vicesindaco Dodo Di Sabatino che è anche coordinatore provinciale del partito di Casini. Ultimatum per Brucchi o noi in appoggio alla maggioranza o lui in giunta. Il casus belli è stato scatenato dall’ultimo congresso dell’Udc che ha visto la nomina di Peppino Cipolloni esautorare il ruolo di Procacci. Il sindaco Brucchi dovrà decidere se perdere due consiglieri o cambiare l’assetto di giunta, rinunciando, però, di fatto, al futuro appoggio elettorale dell’Udc in provincia di Teramo. Ieri in consiglio le castagne dal fuoco alla maggioranza le ha tolte il "Giano bifronte" Milton Di Sabatino, abile già in passato a stare con un piede in due staffe, appoggiare una parte politica e strizzare l’occhio a quella opposta. Spesso anche per opportunismo politico, come la scelta di mettere un suo uomo nel Cda della Teramo Ambiente, a dispetto delle indicazioni del centrosinistra. Lo zio dell’assessore sfiduciato è stato eletto nel centrosinistra ma ieri è stato la stampella di Brucchi per evitare la caduta del numero legale. Un vecchio modo di fare politica che, per fortuna, è in via di estinzione. «Quanto accaduto ha una valenza politica molto importante - ha commentato il capogruppo del Pd, Giovanni Cavallari - Procacci nel suo intervento ha manifestato che i problemi di questa giunta riconducibili a Dodo Di Sabatino. Possiamo osservare che si sfalda il progetto politico di Brucchi. Adesso o perde due consiglieri comunali o perde l’appoggio dell’Udc. L’aut aut porterà a scelte». Cavallari mette in evidenza che la strada del sindaco con due consiglieri in meno si farà in salita, con la difficoltà di mantenere sempre il numero legale. «Un problema politico su equilibri e alleanze - ha aggiunto Cavallari - ieri abbiamo fatto una riunione dei capigruppo, quando ci siamo riuniti come minoranza ne hanno approfittato, con un comportamento scorretto, per riprendere i lavori consiliari. Si sono salvati con l’altro Di Sabatino, lo zio dell’assessore, eletto nella lista civica che sosteneva il candidato sindaco del centrosinistra». Ma per il Pd nasce un nuovo percorso. «Noi chiediamo ufficialmente all’Udc di uscire da questa maggioranza per riprendere un percorso politico che in Abruzzo è già condiviso». Brucchi, invece dovrà correre ai ripari, prendere decisioni, sapendo che rischia di imbarcare politici che hanno un prezzo fatto di consensi ma anche di incarichi.