L’Udc si spacca e chiede subito la testa dell’assessore Dodo Di Sabatino che però sta lavorando dietro le quinte per passare con il centrosinistra
TERAMO E' la cronaca di una spaccatura annunciata quella che è andata in scena ieri mattina in consiglio comunale rischiando per un soffio di far perdere i numeri alla squadra del sindaco Maurizio Brucchi. A far tremare la maggioranza sono le fratture interne all'Udc teramano, venute alla luce durante il congresso comunale del partito ed esplose ieri con l'intervento del capogruppo Marcello Procacci. Da tempo in forte dissenso dentro e fuori dal partito con le scelte assessore al Bilancio Dodo Di Sabatino, Procacci ha annunciato al fianco del consigliere Domenico Sbraccia la sfiducia del gruppo al vicesindaco palesando un divorzio ormai ampiamente annunciato. Il rapporto tra i consiglieri e l'assessore Udc è stato definito da Procacci "mai perfettamente amalgamato, sicuramente degenerato negli ultimi mesi, l'assessore non è più espressione di questo gruppo consiliare" ha spiegato il capogruppo accusando Dodo di essere stato "sempre distante", in alcuni casi "esternando anche pubblicamente posizioni contrastanti in importanti provvedimenti" come quelli riguardanti l'Imu, i passi carrabili, l'addizionale Irpef. Alla dichiarazione è seguito l'abbandono dell'aula di Procacci e Sbraccia che hanno comunque ribadito la volontà di proseguire il mandato all'interno del partito chiedendo però una "immediata risoluzione" del caso. Ma le sorprese della seduta non sono finite qui: dopo una sospensione il capogruppo del Pd Giovanni Cavallari ha chiesto la verifica del numero legale che si è rivelato in bilico per l'assenza anche di altri consiglieri di maggioranza. A salvare Brucchi dalla figuraccia garantendo i numeri per poter proseguire la seduta ci ha pensato però dai banchi della minoranza Milton Di Sabatino, consigliere della lista civica Udt che anche altre volte in passato ha strizzato l'occhio alla maggioranza. Sia che si sia trattato di un salvataggio "programmato" che di una posizione dell'ultim'ora la scelta di Di Sabatino ha permesso a Brucchi di superare la seduta evitando la crisi. L'esame è però solo rimandato. La maggioranza è ora di fronte ad un bivio: ritirare le deleghe a Di Sabatino mettendolo quindi fuori dalla giunta oppure perdere l'appoggio in consiglio di Procacci e Sbraccia. E magari a cascata anche quello di altri consiglieri, ad esempio quelli della lista civica "Al centro per Teramo", alcuni dei quali vicini ai consiglieri Udc e a volte distanti da certe scelte di maggioranza (vedi Roberto Canzio). La scelta non ha a che fare solo con la tenuta della maggioranza ma soprattutto con la definizione delle coalizioni in campo nella prossima campagna elettorale. L'Udc di Dodo Di Sabatino - interessato ad una candidatura regionale - è ormai palesemente in odore di accordo con il centrosinistra e lo dimostra la recente elezione a segretario comunale di Peppino Cipolloni, ex assessore della giunta Sperandio di centrosinistra. Mentre l'Udc di Procacci e Sbraccia guarda al centrodestra e alle liste civiche che saranno orientate in questa direzione. Resta da capire se Brucchi potrà permettersi di perdere il loro appoggio per salvare un assessore come Di Sabatino nominato dall'esterno e ormai senza l'appoggio del suo partito in consiglio. La presa di posizione dei consiglieri Udc potrebbe in realtà essere un vero e proprio assist per il sindaco e dargli finalmente l'occasione per fare chiarezza dentro la sua maggioranza. Dall'altra parte il centrosinistra ha colto ieri la palla al balzo per spalancare nuovamente le braccia all'Udc e decretare la fine della maggioranza. «La granitica maggioranza del sindaco è svanita» ha commentato ieri Manola Di Pasquale in una nota ufficiale firmata come presidente regionale del Pd «ne prenda atto e dichiari il suo fallimento politico. Esca l'Udc da questa maggioranza ed inizi un nuovo percorso per la formulazione insieme al Pd del programma di governo per la città di Teramo».