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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Berlusconi: dopo che ho lasciato il Paese sta peggio e l’Imu ha inciso

ROMA - Parla di Kakà, Thiago e Ibra. Ma si leva anche qualche sassolino tutto politico, Silvio Berlusconi, intervistato ieri da Milan Channel nelle sue vesti di patron rossonero. «Il calcio fa parte dell'economia globale, gli introiti del calcio si dovranno misurare con la crisi: abbonamenti, biglietti e sponsor», la premessa. «In Italia la crisi è più acuta ma non dipende dal Paese. Io mi sono tirato indietro dal governo. Tutti dicevano che un esecutivo tecnico avrebbe migliorato questa crisi. Il governo si è dato da fare nonostante la crisi sia rimasta. Si è aggiunta anche quella economica, non solo finanziaria. Ci sono - sottolinea Berlusconi - preoccupazione e paura per il futuro: quello che è successo in Italia, come l'istituzione dell'Imu, ha inciso in una crisi molto negativa».
Nella stessa intervista l’ex premier annuncia anche «porte aperte» a eventuali investitori stranieri per le sue aziende. Negli ultimi anni sono stati diversi i soggetti che, secondo le indiscrezioni, si sono avvicinati a Fininvest in vista di un ingresso nel capitale del Milan (dai russi di Gazprom agli arabi), ma l'ipotesi di una cessione del controllo o di una quota di minoranza è sempre stata smentita dalla holding di via Paleocapa. «Il calcio non può sottrarsi alla crisi. Anche perchè per versare più di 50 milioni all'anno nel calcio bisogna avere dei redditi che non ci sono più», ha affermato Berlusconi.

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