RIVOLUZIONE trasporto pubblico, fase due. La data è già fissata: 13 settembre. E non è detto che per i torinesi le novità saranno positive, tra riduzione dei passaggi di bus e tram e cambio dei percorsi, soprattutto per chi viene da fuori. Già, perché alla fine rivoluzione vuol dire riduzione dei chilometri percorsi dai mezzi pubblici tra Torino e l'area metropolitana. Meno 8 milioni di chilometri, il che vuol dire passare da 59a 51 milioni di chilometri percorsi. Effetto dei tagli imposti dalla Regione, sforbiciata ai contributi su cui Comune e giunta Cota, dopo i ricorsi al Tar vinti da Palazzo Civico, hanno trovato un accordo, evitando di proseguire la battaglia al Consiglio di Stato. Nel 2011 riduzione del 3 per cento delle risorse, nel 2012 del 9 per cento e nel 2013 del 15 per cento. In cambio la Regione ha versato 36 milioni di euro, primo acconto di 50 milioni, a Gtt «che ormai era sull'orlo di una crisi di liquidità difficile», dice l'assessore ai Trasporti del Comune, Claudio Lubatti. Le linee guida di intervento sono due. La prima. Verifica dei carichi di persone sulle corse di bus e tram e riduzione dei passaggi dei mezzi quando si registra un calo dell'utenza. Il che vuol dire un taglio della frequenza soprattutto la sera, «ma non è detto - dice l'assessore Lubatti - ci sono linee che anche di pomeriggio o in orari non classici hanno una drastica riduzione del carico». Un esempio è il bus 28 (da corso Brunelleschi a via Servais). «Si stanno analizzando», dice. Così, in una certa fascia oraria, il pullman che passa ogni quindici minuti dopo il 13 settembre potrebbe passare ogni 25 minuti. Dipenderà dalla quantità di passeggeri e dalle fasce orarie. La seconda mossa? Rivedere i percorsi delle linee, partendo da quelle che arrivano dai Comuni dell'hinterland, piazzando il capolinea dei bus in corrispondenza delle cosiddette "linee forti". Assi che attraversano la città e che saranno potenziati: metropolitana, il 4, il 3, il 10 e altre «sei-otto linee che i tecnici stanno analizzando». Gli snodi principali saranno tre: Stura a Nord, in corrispondenza del parcheggio di interscambio, piazza Caio Mario a Sud e stazione Fermi a Ovest. E quando sarà completata la linea 1 si aggiungerà piazza Bengasi. Sia il municipio sia l'Agenzia per la mobilitàmetropolitana di Torino vogliono intervenire con il bisturi: ridurre senza creare disagi. E i tecnici sono partiti ad individuare i cambiamenti nell'area Nord-Ovest, tra i Comuni di Rivoli, Collegno, Grugliasco e Pianezza. Poi si passeranno al setaccio gli altri Comuni della prima e seconda cintura. «Una volta chiaro quanti saranno i chilometri ridotti nell'area metropolitana - dice Lubatti - la differenza cadrà sulle spalle di Torino». I tagli, almeno quelli economici, non si limiteranno solo al 2012. La sforbiciata più consistente arriverà nel 2013, il 15 per cento in meno di contributi regionali rispetto al 2010. Il che vorrà dire altri milioni di chilometri in meno, «anche se l'effetto non è ancora chiaro e molto dipenderà da come riusciremo ad ottimizzare il servizio quest'anno», spiega Lubatti. Il prossimo anno, però, dovrebbe debuttare la nuova rete, quella che andrà a sostituire il reticolo di bus e tram datato 1982.