Un’accelerazione dell’iter burocratico per lo sblocco dei 2,6 milioni di euro di corrispettivi regionali di maggio e giugno per pagare – entro il 10 agosto – gli stipendi arretrati ai lavoratori del Cstp. E’ questo l’esito dell’incontro di ieri mattina in Regione al quale hanno preso parte l’assessore provinciale ai Trasporti, Luigi Napoli, ed una delegazione di rappresentanti sindacali dell’azienda. Seconda tappa della mattinata, poi, in Prefettura a Salerno. Qui, Napoli e Mario Santocchio, presidente della commissione di liquidazione, assente all’incontro in Regione, hanno le questioni legate all’ordine pubblico. Ovvero che l’ulteriore ritardo del pagamento degli stipendi potrebbe generare il totale blocco del servizio, ed altre manifestazioni come quella di lunedì a davanti a Palazzo Sant’Agostino. La speranza è che tutto l’iter procedurale si sblocchi entro il 10 agosto, anche perché dal 12 gli uffici della Regione saranno chiusi per ferie, e questo significherebbe far slittare di almeno altre due settimane il pagamento degli arretrati. «Abbiamo chiesto alla Regione – ha detto Santocchio – che entro domani (oggi per chi legge, ndr) ci dia certezza almeno del pagamento immediato dei corrispettivi di maggio, onde iniziare a pagare una mensilità arretrata ai lavoratori».
A far pressione sulla Regione è anche il Comune di Salerno, come specificato dall’assessore alla Mobilità, Luca Cascone: «La nostra amministrazione provvederà a sollecitare l’immediato versamento dei corrispettivi di maggio e giugno che consentiranno all’azienda di pagare la mensilità di giugno per dare un po’ di serenità ai lavoratori ormai esasperati dai continui rinvii».
In attesa della nuova riunione di domani mattina del consiglio provinciale, sempre sull’argomento Cstp, sono continuate le polemiche politiche per quanto accaduto lunedì. Per il segretario provinciale del Pd, Nicola Landolfi, «il Cstp è in crisi da quando c’è il Pdl. E da quando liquidato e liquidatore coincidono nella stessa persona; da quando l’azienda e il trasporto pubblico sono considerate solo terra di conquista e non, invece, diritti e tutela per lavoratori e cittadini».
Critico anche il consigliere regionale del Psi, Gennaro Mucciolo: «La soluzione ottimale resta il mantenimento dell’azienda pubblica, sia per la sua storia che per l’efficienza del servizio prestato sino a quanto non è andata in crisi, attraverso la ricapitalizzazione con anche l’attivazione delle procedure per recuperare i fondi delle compensazioni derivanti dagli obblighi di servizio svolti dall’azienda. Se questo non è, si abbia la forza di decidere per la manifestazione di interesse onde evitare l’insostenibile situazione di disservizio con grave danno alla collettività e offrire un minimo di certezza occupazionale ai lavoratori, sui quali è stata già avviata la procedura di licenziamento collettivo da parte dei liquidatori».
Un appello, Mucciolo lo rivolge alla giunta regionale: «Chiedo all’assessore Giancane di disporre il pagamento dei corrispettivi delle mensilità di maggio e giugno 2012, onde evitare che l’esasperazione dei lavoratori raggiunga livelli di insostenibilità».
Ieri, intanto, dal deposito di Fuorni sono usciti soltanto quattro mezzi, uno dei quali ha dovuto ricorrere ad una riparazione su strada per via di un’avaria meccanica. Da Pagani e Cava ha effettuato servizio circa l’80 per cento dei mezzi.