Firmato Contratto di sviluppo (che prevede anche la tratta Potenza-Foggia). Costo 7,1 miliardi. Caldoro frena sul decisionismo di Moretti: noi eletti dai cittadini
NAPOLI - Non solo pullman e vecchi treni. Campania e Puglia saranno più vicine grazie a una nuova strada ferrata. Un progetto varato dal ministero prevede infatti un collegamento ferroviario fra Napoli e Bari che si allungherà sino a Lecce e Taranto e include la linea Potenza-Foggia. Il collegamento sarà diretto, ridurrà i tempi di percorrenza rispetto all'attuale per i treni passeggeri e merci e consentirà maggiore regolarità di orario.
IL CONTRATTO - Tutto grazie al Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per la realizzazione della direttrice ferroviaria per un costo complessivo di 7,1 miliardi, firmato giovedì dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, dal vice ministro alle Infrastrutture e i Trasporti Mario Ciaccia e dai presidenti delle Regioni Campania Stefano Caldoro e Basilicata Vito De Filippo, dall'assessore al Mediterraneo, cultura e Turismo della Regione Puglia Silvia Godelli (in rappresentanza del governatore Nichi Vendola, impegnato in Puglia per l'Ilva) e dall'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, anche per conto dell'a.d. di Rete ferroviaria italiana, Michele Elia.
NAPOLI BARI DA 218 MINUTI A 170 - La nuova direttrice affiancherà l'attuale linea che in alcune tratte è a binario singolo e consentirà a regime di ridurre del 22% i tempi di percorrenza fra Napoli e Bari dagli attuali 218 minuti a 170. Un altro vantaggio sarà il rilancio dell'economia del Mezzogiorno anche sul fronte export poiché sarà favorito il collegamento fra i principali poli industriali del Mezzogiorno, che rappresentano il 55% del settore della meccanica del Sud Italia, con oltre 60 mila occupati diretti.
LE OBIEZIONI DI CALDORO - Il governatore della Campania Stefano Caldoro ha rilevato che lo schema del contratto è stato modificato perchè «prima non lo potevo firmare in quanto prevedeva la responsabilità esclusiva della Regione rispetto al patto di stabilità. Sono state fissate alcune clausole di gestione comune ed è stata prevista una gestione extra patto di alcune risorse». Anche il relazione alla possibilità di modifica del tracciato, il governatore della Campania ha osservato che «noi siamo stati eletti dai cittadini e quando sono in gioco risorse pubbliche occorre avere un ragionevole confronto con le amministrazioni sulla sostenibilità e sulla buona politica».
LA STAZIONE DI ACERRA - « Io sono un presidente pro tempore, ma eletto dai cittadini, non è un distinguo, ma una precisazione. Chi è eletto dai cittadini ha la necessità di rispondere su come si spendono soldi pubblici'. La stazione di Acerra ha un costo di 800 milioni perché deve essere realizzata all'esterno della città, in campagna. Il primo progetto - ha spiegato - prevedeva la realizzazione della stazione per i treni veloci all'interno della cittadina. Successivamente, poi, la Regione opto' per una variazione fuori asse, fuori dalla città, motivando la scelta con 'il Polo pediatrico che doveva nascere ad Acerra. La differenza è che averla in asse, dentro la città, costa 200 milioni - ha sottolineato - realizzarla all'esterno ne costa 800». «Se fosse un privato a realizzare una tratta che costa 600 milioni in più con fondi propri sarebbe diverso - ha aggiunto - Ma quando sono in gioco risorse pubbliche occorre avere un ragionevole confronto con le amministrazioni sulla sostenibilità e sulla buona politica».
LE VOCI BASILICATA E PUGLIA - Il presidente della Basilicata ha sottolineato che «è uno dei più grandi investimenti dal secondo dopoguerra su una tratta ferroviaria su un territorio che ha un rilevante interesse nazionale e internazionale» dal punto di vista industriale«. Per Godelli, l'obiettivo è »il riscatto pieno delle aree interne, dell'Appennino, che hanno necessità di sviluppo. Inoltre, apre prospettive a Puglia e Campania che possono potenziare le reti di collegamento verso Est (Balcani) e Sud d'Europa e creare chance per uscire dalla crisi«.
L'INFRASTRUTTURA SECONDO IL MINISTRO, CIACCA E MORETTI - «Questo è il primo di quattro importanti contratti di sviluppo» ha detto Barca ricordando che le altre opere previste sono la Palermo-Catania, le reti sarde e la Salerno-Reggio Calabria ferroviaria. «È un contratto vero, uno strumento innovativo, con concentrazione di risorse, date precise ed eventuali sanzioni e un impegno finanziario diffuso».
«È l'infrastruttura più importante per il Mezzogiorno per dimensione strategica ed economica perchè cuba più di 7 miliardi di euro - ha osservato Ciaccia - È un contratto che segna una svolta epocale, di cui sono garante, perchè per la prima volta si trova una concreta copertura finanziaria per il 50% e si stabilisce chi fa cosa, chi è responsabile e che chi viola incorre in sanzioni». Da parte di Fs non ci sono timori: «Siamo consapevoli delle nostre capacità, siamo tranquilli» ha assicurato Moretti rilevando che «è una cosa folle che queste due grandi città, Napoli e Bari, non siano collegate. Con Roma verrà costituito un tripolo, occasione di sviluppo per il Paese ma anche per l'Europa».