Cgil e Uil contro l'azienda che gestisce il trasporto urbano locale che ha avviato la procedura di mobilità l Cgil e Uil denunciano «l'ennesima strumentalizzazione e provocazione» da parte dell'azienda Casam, affidataria del servizio di trasporto pubblico locale a Matera, che ha avviato la procedura di mobilità, ex legge 223/91, dichiarando in esubero 29 posti di l avo ro. «Eppure, nell'incontro con l'azienda del 30 luglio scorso - fanno presente i sindacati l'avevano invitata a non attivare alcuna procedura di licenziamento legata ai tagli chilometrici che l'Amministrazione comunale ha previsto per agosto. E questo alla luce del fatto che si era in attesa di essere convocati dal sindaco di Matera per avere ragguagli in merito ad una decisione, quella dei tagli appunto, che comunque non si era condivisa e che non era stata nemmeno per tempo partecipata ai sindacati e alla comunità tutta. Avevamo fatto presente che decisioni così drastiche avrebbero causato disagi alla cittadinanza e un disincentivo all'uso del mezzo pubblico in una città in cui l'educazione all'utilizzo dei mezzi pubblici è completamente assente». Inoltre, scrivono i sindacati Cgil e Uil, «si era segnalato all'azienda che il ridimensionamento dell'attività, se fosse limitato al mese di agosto, avrebbe potuto consentire alla stessa di fare smaltire ai lavoratori il consistente monte ore ferie accumulate negli ultimi anni e non ancora fruite. L'at teggiamento aziendale è stato di ignorare ogni possibile valutazione di strade alternative e di procedere all'attivazione di una procedura (licenziamenti) incomprensibile e fuori luogo. Ciò è molto grave se si considera che, a breve, ci sarà lì'asse gnazione del servizio di Tpu ad altra azienda: attivare la procedura di mobilità pregiudica la possibilità di passare alle dipendenze della nuova azienda, aggiudicataria del servizio, a quei lavoratori che verranno eventualmente dalla Casam licenziati. E' i n t o l l e r ab i l e che in un contesto molto penalizzato, dal punto di vista dell'occupazione e della sua tenuta, dalla crisi, ci si permetta di "gio c a re " col reddito, col lavoro e colla dignità delle persone impegnate in questo appalto». Cgil e Uil trasporti, insieme ai segretari provinciali Taratufolo e Coppola, dicono che «quei 67 lavoratori hanno diritto a rimanere tutti, nessuno escluso, sull'ap p a l t o. E non può la Casam provocatoriamente mettere in una situazione di incertezza 67 persone che sono oltre che lavoratori anche padri di famiglia dal cui reddito dipende la sopravvivenza di quella famiglia. E l' azien da che ha anche il dovere di onorare il pagamento delle 14.me mensilità».