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Pescara, 28/03/2026
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Data: 03/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Per le donne la pensione media non arriva a 8.500 euro l’anno

ROMA Le pensioni delle donne sono più basse di quelle degli uomini. Il dato, strettamente collegato alla scarsa presenza femminile nel mondo del lavoro, soprattutto in passatio, emerge dallo studio di Istat e Inps «Trattamenti pensionistici e beneficiari. Un'analisi di genere» sui dati del 2010: 8,8 milioni di pensionate, 93 ogni 100 donne lavoratrici. Oltre la metà ha più di 70 anni e prende meno di mille euro al mese (54,8%). Solo un terzo degli uomini in pensione (34,9%) riceve assegni così bassi. La situazione è opposta se guardiamo ai trattamenti più ricchi, sopra i 3 mila euro, in questo caso gli uomini (597 mila) sono oltre tre volte più delle donne (180 mila).
Le donne rappresentano il 53% dei pensionati, ma percepiscono solo il 44% degli oltre 258 miliardi di euro erogati. La loro pensione media non raggiunge 8.500 euro l'anno, mentre quella degli uomini supera i 14 mila, il 65,3% in più.
Se si considera l'insieme dei trattamenti percepiti, tra pensioni di invalidità, vecchiaia, ai superstiti e altre, il divario diminuisce al 43,6% con 18.435 euro per gli uomini e 12.840 per le donne. In entrambi i casi, però, la disuguaglianza continua a crescere e aumenta, tra il 2000 e il 2010, di 5,4 punti per la singola pensione e di 2,3 punti per il reddito pensionistico complessivo.
La distanza tra uomini e donne si fa sentire di più al Nord Italia che al Sud e vede i suoi picchi in Liguria dove il reddito pensionistico degli uomini è «una volta e mezza quello delle donne, del 55,3% più elevato», secondo l'Istat, nel Lazio (53,8%) e nel Friuli-Venezia Giulia (52,3%). Pesano i diversi profili professionali e i divari nelle retribuzioni, che nel passato erano anche superiori a quelli attuali. Ancora oggi il tasso di occupazione delle donne è inferiore al 50% (47,2%).
Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, chiede di «rimuovere l'odioso blocco dell'indicizzazione» e abbassare le tasse. «Solo in questo modo - spiega - i pensionati potranno recuperare il potere d'acquisto perso in questi anni e contribuire a sostenere la domanda interna e i consumi».

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