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Pescara, 28/03/2026
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Data: 04/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Aziende pubbliche, per i cda scattano le «quote rosa»

ROMA - Arrivano le «quote rosa» nei consigli di amministrazione delle società pubbliche dove presto almeno un terzo dei consiglieri di amministrazione dovrà essere di sesso femminile. Lo ha deciso il consiglio dei ministri che ha approvato lo schema di regolamento che - una volta ottenuto il parere del Consiglio di Stato - diventerà operativo consentendo malle società di cambiare statuto. Le società che non si dovessero attenere alla norma - sulla quale vigilerà il ministero delle Pari opportunità - vedranno decadere il loro cda.
Le «quote rosa» intendono porre fine in empi rapidi ad una pesante discriminazione verso le donne. Secondo i dati Istat e Censis, infatti, nel 2011 solo il 7% delle società quotate alla Borsa di Milano aveva personalità di genere femminile fra i propri consiglieri di amministrazione. Più in generale in base ai dati Eurostat del 2012, in Italia l'occupazione delle donne tra i 25 e i 54 anni è pari al 63,9%, circa 12 punti percentuali in meno rispetto alla media dell'Ue a 27.
Applausi a scena aperta alla decisione del consiglio dei ministri sono arrivati da molte donne impegnate in politica. Prima fra tutti il ministro del Lavoro, Elsa Fornero. «Sarebbe bello se anche la politica si adeguasse a quanto deciso dal governo - ha spiegato Fornero - E invece noto con rammarico l’assenza di candidature femminili alle prossime elezioni regionali in Sicilia».
Un concetto condiviso dalla presidente del gruppo del Pd al Senato, Angela Finocchiaro. «Mi auguro che anche la politica - dice Finocchiaro - ora, sappia prendere decisioni importanti e vincolanti, al fine di garantire la giusta rappresentanza di donne in ogni assemblea elettiva». L'ex ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna (Pdl) invece, pur rilevando come il provvedimento non preveda sanzioni, lo definisce una «leggestorica» capace di avviare «una nuova stagione di protagonismo femminile nel mondo dell'impresa».
Anche per Barbara Saltamartini, responsabile pari opportunità del Pdl: «il governo finalmente si è mosso». «Spero che si tratti di un primo formale passo verso un vero cambio culturale nei confronti delle donne, in modo tale che in futuro non ci sia più bisogno di un intervento normativo per veder riconosciuta la professionalità e l'intelligenza femminile», afferma in una nota la deputata di Fli, Chiara Moroni. Per il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, infine: «Sancire per legge la presenza delle donne nei consigli di amministrazione significa legittimare un lavoro di competenze e qualità che a volte, a causa di arretratezza e pregiudizi, non trova adeguati sbocchi».

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