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Data: 21/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Disoccupazione record nel Teramano. Il territorio perderà 5.800 posti ma le assunzioni saranno solo 4.460

La disoccupazione in provincia di Teramo sta diventando un caso nazionale: il fenomeno ha raggiunto livelli record e purtroppo gli studi di settore prevedono che il futuro a breve sia perfino più fosco per tutto il territorio provinciale. A testimoniare l’orizzonte poco roseo per tutto l’anno 2012 è Unioncamere, che assieme al Ministero del Lavoro, ha raccolto le previsioni di assunzione delle imprese dell’industria e dei servizi fino a dicembre, delineando un’ulteriore difficoltà per la provincia teramana.
A detta dello studio, entro la fine di quest’anno il territorio teramano perderà 5.800 lavoratori contro i 4.460 che troveranno occupazione in questo comparto, con un saldo negativo di 1.300 unità. Il tasso percentuale in entrata si attesta al 7,8 contro quello in uscita che è del 10,1, per un saldo negativo di menio 2,3, una cifra che posiziona Teramo tra le prime realtà in Italia per aumento della disoccupazione stimata a fine 2012. Per la precisione Unioncamere colloca il nostro territorio all’ottavo posto: in testa svettano Enna, Ragusa, Siracusa, Viterbo, Latina, Vibo Valentia e Messina. Un terzo dei posti che si perderanno quest’anno (stimati in Italia sui 130 mila) si concentreranno nel nostro Mezzogiorno.
Per il presidente della locale Confindustria, Salvatore Di Paolo, «i dati chiaramente sono attendibili e plausibili, tutto però dipenderà dall’andamento dell’export: se questo fenomeno potrà riaversi e riprendere il suo cammino, l’orizzonte potrà essere meno plumbeo, perché al momento la situazione economica non gode di ottima salute, solo con le esportazioni dunque, ma anche con la crescita del terziario, l’occupazione a Teramo potrà tornare a salire». Di Paolo inoltre si auspica una ripresa della domanda interna «che attualmente è troppa tranquilla».
Sul versante sindacati, com’è noto, le dichiarazioni allarmanti non sono mai mancate in questi ultimi periodi. Gianluca Di Girolamo, segretario Uil Teramo, esprime forti preoccupazioni: «I dati sono molto attendibili perché in provincia non si intravedono segnali concreti per un rilancio economico che possa invertire la tendenza negativa; come organizzazione sindacale siamo dunque molto preoccupati, è dal 2009 che denunciamo il problema spesso smentiti da chi invece doveva intervenire, ora però le stesse fonti imprenditoriali confermano le nostre inquietudini».
Oltre al contesto economico, per Unioncamere la dinamica risente da un certo attendismo legato alla riforma del lavoro: «Le imprese- scrive- soprattutto nell’anno in corso, hanno un discreto timore nell’assumere nuovo personale».

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