I consiglieri comunali Di Nisio e Ranieri insistono: «Il libero accesso è previsto dal regolamento»
PESCARA Braccio di ferro. Altro che schiarita. L'ingresso gratuito degli amministratori comunali allo Stadio Adriatico continua a tenere banco e a creare allo stesso tempo polemiche nell'opinione pubblica. Una polemica che non sembra destinata ad arrestarsi. La scintilla era scoppiata qualche giorno fa quando il dirigente della società biancazzurra Alessandro Acciavatti aveva dichiarato che i consiglieri comunali non avrebbero potuto più usufruire dell'ingresso di favore. Dichiarazioni che avevano fatto scoppiare il finimondo a Palazzo di Città con una sollevazione bipartisan da parte di consiglieri e assessori. Dopo un fuoco di fila di dichiarazioni, ieri hanno cercato di fare chiarezza il presidente della Commissione Finanze del Comune, Renato Ranieri, e il vice presidente del Consiglio comunale Fausto Di Nisio. I due, carte alla mano, hanno dato la loro versione dei fatti, rispondendo punto su punto alla società biancazzurra che «l'articolo 26 del regolamento comunale sull'uso e l'utilizzo degli impianti sportivi stabilisce che sindaco, assessori, consiglieri comunali e difensore civico (in tutto 54 persone), hanno diritto al libero accesso, in ogni settore degli impianti sportivi comunali, per esercitare il diritto-dovere di vigilare sul corretto utilizzo dell'impianto da parte di chi ne usufruisce, e dunque in questo caso la società calcistica cittadina. Questo vuol dire - hanno spiegato i due consiglieri - che c'è una norma e questa deve essere rispettata. Si pensa che sia pro casta? Va bene, allora la si abolisca. Ma se c'è, è giusto rispettarla». Scorrendo poi l'elenco di consiglieri e assessori che l'anno scorso hanno usufruito dell'ingresso allo Stadio Adriatico, Di Nisio ha evidenziato che solo in quattro - lui, Acerbo, Di Jacovo e Seller - non sono mai andati allo stadio. Ranieri ha quindi aggiunto: «Se il consigliere vuole andarsi a vedere la partita è giusto che paghi il biglietto. Se invece deve adempiere alla sua funzione di amministratore, il discorso cambia. In questo caso verrà comunicato al Gos (Gruppo Operativo Sicurezza) il nome di quanti richiederanno l'ingresso nell'ambito delle loro funzioni». Questi i fatti esposti dai consiglieri. C'è però l'indignazione del cittadino che, oggi, in un periodo di restrizioni e crisi economica, mal digerisce che i consiglieri, seppur nell'esercizio della loro funzione, entrino gratis allo Stadio. Se ci sono dei regolamenti, c'è anche il buon senso e questo vorrebbe che si finisse di ricorrere ad ingressi gratuiti (secondo la Pescara Calcio l'anno scorso erano centocinquanta). Come hanno sostenuto ieri i due consiglieri, che ci hanno messo come si suol dire la faccia, se questa norma è una norma come si dice pro-casta, che la si abroghi. Mai come questa volta allora lo si faccia e in fretta per dare il buon esempio a chi è costretto a vivere con poche centinaia di euro al mese, non potendosi certo permettere di andare allo stadio. E poi c’è anche dell’altro. Se il regolamento stabilisce che il consigliere nell’esercizio della sua funzione deve controllare e verificare, lo faccia veramente perchè la scorsa stagione, tanto per non tornare indietro nel tempo, nella tribuna superiore in molti hanno visto i consiglieri comunali comodamente seduti a seguire le gare del Pescara. Un’ultima annotazione riguarda però anche la società calcistica attuale e quelle precedenti. Perchè quando lo stadio era semi-vuoto, in linea di principio nessuno si è posto il problema dell’ingresso allo stadio Adriatico dei consiglieri comunali?