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Pescara, 28/03/2026
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Data: 21/08/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Pescara regno abruzzese della criminalità. Lo studio pubblicato da «Il Sole 24Ore» online rivela una realtà sempre più difficile

Sicurezza. Il capoluogo adriatico è al sedicesimo posto in Italia per il numero di reati in rapporto agli abitanti

Rapine, furti, borseggi offuscano la sicurezza della città di Pescara. E se il podio in una graduatoria nazionale costruita sui reati se lo aggiudica una quasi metropoli come Milano, la situazione pescarese non fa di certo dormire sonni tranquilli. Infatti, in base ai dati del Ministero dell'Interno relativi al 2011 e pubblicati nell'edizione on line del Sole 24 ore, la città adriatica occupa la sedicesima posizione in Italia per il "peso dei reati",con una media di 5.233 denunce ogni 100mila abitanti ed un totale pari a 16.912 reati. Fa anche registrare un incremento del 2,9 per cento rispetto al 2010 che tutto sommato non è eccessivo se si pensa che la prima in classifica, Forlì, ha avuto un incremento del 18 per cento. Il Ministero fornisce i dati riguardanti i furti nel Pescarese: quelli nelle abitazione nel 2011 sono stati 247,8 ogni 100mila abitanti per un totale di 801 e un aumento rispetto a un anno fa del 9,4 per cento. Anche le altre province abruzzesi spiccano nella hit delle città meno sicure. L'Aquila è al tredicesimo posto nella graduatoria delle Province che hanno fatto registrare a distanza di un anno incrementi di reati a due cifre: segna un aumento del + 10,4%. Tornando invece alla classifica generale, Pescara si lascia alle spalle la provincia di Teramo, al trentacinquesimo posto con 4.230 reati denunciati ogni mille abitanti e 13.208 totali. Seguono: Chieti (64/ma posizione; 3.556 reati ogni mille abitanti e 14.120 totali) e L'Aquila, che nonostante l'impennata avuto nell'ultimo anni, resta la più sicura d'Abruzzo.Infatti si colloca all'ottantunesimo posto con 3.200 reati ogni 100mila abitanti e 9.914 totali. «Dopo tre anni di flessioni - si legge nell'articolo del Sole 24 ore - vi è a livello nazionale un aumento del 5,4% e il totale dei delitti ha superato quota due milioni 760mila.Un "ritorno" spiegabile in parte con la crisi economica: sono proprio i reati predatori a manifestare gli incrementi maggiori. Resta da vedere se questa inversione di tendenza sarà confermata nel 2012, anno in cui le risorse impegnate nell'ordine pubblico dovranno fare i conti con gli effetti della spending-review».

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