Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.977



Data: 28/08/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Intervista a Antonio Del Corvo - Province da buttare Ma poi chi pensa agli uffici del lavoro Stretta finale: oggi il Consiglio enti locali dell’Abruzzo dovrà stilare la proposta da inviare a Regione e governo

PESCARA Prima riunione questa mattina all’Aquila del Cal, il Consiglio delle autonomie locali chiamato a dare alla Regione entro il 2 ottobre la sua proposta di riordino delle Province. La Regione avrà poi 20 giorni di tempo per trasmettere la proposta al governo. Il Cal è presieduto da Antonio Del Corvo, presidente della Provincia dell’Aquila. Presidente che cosa dobbiamo aspettarci da questa riunione? «Sarà solo la prima di quattro già calendarizzate. Faremo il punto della situazione, perché nel frattempo sono successe delle cose». Quali cose? «Nella settimana di Ferragosto si sono riuniti i Cal di tutte le Regioni e in quell’occasione è uscito il parere del ministero della Funzione pubblica che ha messo ulteriori paletti ai processi di accorpamento». Ha vietato di ridisegnare i confini delle Province per evitare alcune cancellazioni. «Il ministero ha cristallizzato la situazione delle province al 24 luglio data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale. Ma questo non significa che non si può fare nulla, perché rimangono aperte le procedure ordinarie». Ossia? «Se un Comune vuole passare a un’altra Provincia può farlo con una delibera del Consiglio. Ma a prescindere da questo aspetto, nulla vieta che ci si metta al lavoro su una proposta più ragionata e meno numeristica. Per esempio c’è il discorso delle aree metropolitane». Ma il governo le ha già individuate. «In questo caso bisognerà passare attraverso una modifica della legge». Che idea si è fatta delle proposte anticipate dai partiti? «Sono rispuntati i campanili. Quando si parlava della sopressione di tutte le Province nessuno si lamentava. Ora invece...» Ma serve il riordino? «Io credo che deve essere uno stimolo per una riforma complessiva dell’assetto regionale. Abbiamo tempo per rifletterci perché sicuramente questa vicenda non si chiuderà prossimi mesi». Perché? «Perché una volta arrivate le proposte delle Regioni il governo dovrà fare un atto legislativo che dovrà essere votato dalle camere. E tra 4 mesi entriamo in campagna elettorale». Si preparano tempi lunghi. «Va fatta una cosa ragionate e va fatta bene, perché le Province si trovano in una situazione particolare: da un lato c’è il governo che ci incita a ridurre il numero; dall’altro c’è la Regione che ci vuole dare altre competenze». L’impressione è che le Province perderanno comunque peso. «No, la Provincia si irrobustisce, perché prima operava su delega dello Stato o della Regione, con la riforma opererà per funzione propria». I Comuni sono pronti ad assumere le funzioni delle Province? «Parliamo di funzioni che già hanno, come il sociale e la cultura e questo va bene perché c’era un raddoppio di competenze. Il problema è la delega sul lavoro sulla quale si sta ancora discutendo». Qual è il problema? «Se i centri per l’impiego vengono dati ai Comuni, succederà che il comune grande con buone capacità amministrativa continuerà a mantere aperto il centro, quello piccolo no». Se il riordino dovesse passare ci sarà lo scioglimento degli enti ancora in carica? «Nelle sei Province dove si doveva votare a maggio è stato nominato come commissario il presidente uscente. Rischiamo di avere ex presidenti che faranno i commissari per anni». Un incubo. «La situazione richiede un’accelerazione da parte del governo».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it