ROMA La benzina inanella un nuovo record: 2,013 al litro per la verde. A tirare la volata ancora Toscana e Liguria trascinate dalle addizionali regionali appesantite dai danni provocati dal maltempo. Ma il record dei record spetta a Panarea: 2,45 euro al litro; 5 centesimi in più che a Filicudi (2,40). Per le Eolie una escalation scattata praticamente a inizio estate e proseguita con cadenze pressoché quotidiane. Misteri stagionali (o forse no) contemplati dalle centinaia di turisti e residenti.
Ovviamente, le Eolie non fanno cartello, magari i prezzi si stabilizzeranno con la fine della bella stagione. Sulla penisola, invece, i rincari continuano, sulla scia dell’aumento delle quotazioni dell’oro nero. E c’è da credere che una ulteriore impennata sarà registrata dopo il primo week end di settembre allorché andranno esauriti gli «scontoni». Per esempio, quelli praticati da Eni. Le avvisaglie ci sono già: l’ultimo ribasso del cane a sei zampe si è fermato a quota 1,750 euro/litro per la benzina e 1,650 per il gasolio contro l’avvio a 1,600 e 1,500. Quattro ritocchi consecutivi a partire dal 13 agosto con automatico adeguamento delle altre compagnie che hanno applicato sconti. Con il ritorno dei prezzi a regime sarà verosimile aspettarsi nuovi rincari. L’abbattimento del muro dei 2 euro al litro resterà un ricordo ferragostano. I consumatori, attraverso diverse associazioni, hanno chiesto ufficialmente al ministero dell’Economia, in quanto socio di riferimento Eni, di prorogare la campagna sconti.
Ieri il cartello dei prezzi medi al servizio andava dall’1,914 di Esso all’1,924 di Ip e Totalerg. Per il diesel si passava dall’1,798 sempre di Esso all’1,809 di Ip. Gpl tra lo 0,775 euro/litro a 0,788 di Q8. Prezzi medi a quota 1,924 per i litro di benzina a 1,809 per quello di gasolio. Record del gasolio al Sud: il diesel in alcuni distributori ha toccato 1,850 euro al litro.
I rincari aggravano la quotidianità delle famiglie e le prospettive sono tutt’altro che rosee perché la maggiorazione dei costi di trasporto non potrà che incidere sui bilanci. La Cia (Confederazione italiana agricoltori) ricorda che negli ultimi dodici mesi ogni famiglia ha dovuto pagare più per la voce trasporti, carburanti ed energia (483 euro al mese) che per cibo e bevande (477). Ora il rischio è quello di un ulteriore allargamento della forbice. Gli stessi agricoltori hanno dovuto scontare un aumento del 5,5% del gasolio agricolo. Secondo la Faib-Confesercenti «l’incidenza fiscale sui prezzi del gasolio è nel nostro Paese del 54% contro un media dell’area euro del 48,6% e dalla Ue a 27 del 49,4% mentre il dato della benzina è del 58,3% contro una madia dell’area euro del 56,2%. L’Iva sui due prodotti sconta il 21% contro la media dell’area euro del 19,67%: una forbice che pesa come un macigno sulle famiglie e sulle imprese, alimenta una componente inflattiva, appesantisce il livello di competitività, spinge fuori mercato i gestori carburanti». Per il sindacato è necessario ed urgente rivedere la tassazione dei prodotti petroliferi, le cosiddette accise. «Il governo - sollecita il segretario confederale Cisl, Gianni Baratta - deve mettere mano al loro riordino. Consigliamo al premier Monti, nel prossimo viaggio in Francia, di approfondire il blocco degli aumenti del prezzo della benzina oltre un certo limite imposto recentemente dall’amministrazione dei Parigi. Se la crescita non si deve fare con costi a carico dei conti pubblici, non ci dovrebbero però essere speculazioni dei conti pubblici con le tasche degli italiani attraverso il meccanismo infernale delle accise». Per il leader della Cgil, Susanna Camusso «la prima urgenza sarebbe ridurre le accise sulla benzina e non su fumo e alcol perché questo sì favorirebbe la crescita».
Il Pd intanto chiede conto all’esecutivo dell’aumento della tassazione. «Di fronte all’ennesimo rialzo dei prezzi dei carburanti - dice Antonio Lirosi - il governo ci dica quanto ha incamerato in più con l’Iva in questi ultimi tre mesi rispetto ai tre precedenti e usi questo extragettito a copertura di una corrispondente riduzione delle accise nel prossimo mese di settembre».