Con una legge nazionale l'indennità sale di 5 mila euro l'anno per i quaranta eletti. L'adeguamento è legato alle buste paga degli alti magistrati. Saranno versati anche gli arretrati a partire dal 2006
L'AQUILA. Un aumento stimato che va da 4 mila a 5 mila euro all'anno per ognuno dei consiglieri regionali, e una cifra simile per quelli in pensione. Un aumento che benché previsto da una legge nazionale, mette in seria difficoltà il bilancio regionale. Visto che tra consiglieri regionali in carica, ne sono 40, e quelli che godono di vitalizio (pensione) serviranno alla Regione Abruzzo qualcosa come 450 mila euro solo per mettere in regola i conti del 2006. Se si considera la difficoltà avuta nel chiudere il bilancio, e il fatto che si è dovuto persino raschiare il fondo, al punto che per recuperare 1 milione di euro sono stati tagliati persino i servizi per l'assistenza farmaceutica, si ha la dimensione di quanto questa per la Regione istituzione sia una grana.
Lo sarà di meno per i consiglieri regionali che si vedono rimpinguare il proprio vitalizio mensile di una cifra che sfiora il vecchio milione di lire al mese.
Un incremento in busta paga con valore retroattivo, a partire dal primo gennaio 2006, le indennità dei componenti della Giunta e del consiglio regionale. L'incremento economico fa lievitare automaticamente anche l'assegno percepito dagli ex consiglieri regionali che hanno raggiunto l'età pensionabile, cioè il diritto a percepire il vitalizio. Conseguentemente aumenta pure l'assegno di reversibilità erogato dalla Regione alle mogli degli ex consiglieri regionali defunti. A determinare l'aumento un aggiornamento del trattamento di alti magistrati da cui secondo una legge nazionale del '65 dipendono le indennità dei parlamentari e a caduta dei politici regionali.
La disposizione fa rientrare quasi in toto i "benefici" effetti del taglio del 10% dei compensi dei parlamentari deciso nella Finanziaria nazionale 2006 dal governo Berlusconi. La cifra da erogare è ancora da stabilire: gli uffici regionali stanno facendo i conteggi ma da una prima stima sembra che i fortunati politici regionali, tra cui i 40 consiglieri regionali e gli 11 componenti di Giunta (il presidente più dieci assessori) troveranno un assegno più ricco per una somma che varia da 4mila a 5mila euro all'anno, a seconda delle funzioni.
Il fatto certo è che per la copertura finanziaria di questa ulteriore lievitazione dei costi della politica non è facile per la Regione che potrebbe essere costretta ad una variazione di bilancio: il Consiglio regionale sta per chiedere alla Giunta regionale la somma di circa 450 mila euro per il 2006 e di altrettanti per il 2007. Poi, dal 2008 si dovrà verificare l'ulteriore spesa determinata da un ulteriore aggiornamento che viene applicato quasi tutti gli anni. Questa volta l'aumento non è riconducibile ad un provvedimento della Regione ma ha una "matrice" nazionale: viene attuato dalla legge numero 1261 del 31 ottobre del 1965 che norma la materia delle indennità dei parlamentari ed è stato innescato per effetto dell'incremento degli emolumenti riconosciuti ai magistrati con funzioni di presidenti di sezione della Corte di Cassazione ed equiparate.
Un incremento che a cascata ha innescato quello dei parlamentari e conseguentemente quello dei presidenti di Giunta, degli assessori, dei presidenti dei Consigli e dei consiglieri regionali in carica e in pensione. Il "nuovo" compenso dei parlamentari è di 11.703,64 euro lordi al mese: ai consiglieri viene assicurato il 65% di questa indennità che ammonta a 7.607,37 euro lordi al mese. A comunicare il dato al presidente del Consiglio regionale è stata la Camera dei Deputati con una nota partita il 27 dicembre scorso ed arrivata in Abruzzo il 29 dicembre scorso. I circa 900mila euro non erano stati iscritti nel bilancio regionale approvato prima di Natale: i settori competenti stanno cercando tra le difficoltà di individuare i capitoli nei quali recuperare i fondi.
A tale scopo si è riunito più volte anche l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Prima del taglio del taglio del 10% apportato dalla finanziaria nazionale l'indennità era di 12.434,32 euro lordi per i parlamentari e di 8.082,31 per i consiglieri: con la riduzione si è passati rispettivamente a 11.190,89 euro per i primi e 7.274,08 euro per i secondi. Il presidente della Giunta regionale e quello del Consiglio percepiscono una indennità aggiuntiva a quella base del 30% dell'emolumento base dei parlamentari (11.703,64 euro); gli assessori e vice presidenti del Consiglio una indennità aggiuntiva del 20% della quota dei parlamentari; i capigruppo consiliari ed i consiglieri segretari del 15%; i segretari ed i vice presidenti di commissione del 5%.