SULMONA - L’amministrazione comunale lascia a piedi i bambini. Alla vigilia dell'inizio del nuovo anno scolastico, infatti, il rischio, serio, è che gli alunni che non possono raggiungere la propria scuola a piedi, per via della distanza da percorrere, non avranno lo scuolabus. Colpa delle ristrettezze economiche, che non permettono il rifornimento di carburante, certo, ma anche, almeno a sentire l’assessore alle Finanze di palazzo San Francesco Loris Ramicone, della mancanza di assistenza all’interno del pullman. I contratti dei dipendenti delle cooperative che gestiscono il servizio, di fatto, sono scaduti dal giugno scorso e, se non ci sarà un’inversione di rotta da parte dell’amministrazione, cambiamento che i lavoratori si aspettano questa mattina visto il presidio davanti al portone del Comune, le lettere di licenziamento partiranno il prossimo 3 settembre. «Per quel che mi riguarda, ho la coscienza a posto. Oltre ad avere previsto la copertura finanziaria per i 70 lavoratori a rischio, abbiamo rimediato gli euro necessari a garantire, per il prossimo anno, le gare d’appalto» dice l’assessore che vede come unica fonte di entrata l’aumento dell’Imu. Pena? La paralisi del Comune e il licenziamento di 70 lavoratori. Licenziamento che anche a qualche consigliere di maggioranza, però, appare più come una forma di ricatto per far passare un aumento della tassazione che come una reale volontà di salvaguardare posti di lavoro. «Se ci si trova a questo punto, è per via degli errori fatti da chi mi ha preceduto - conclude Ramicone - che non ha fatto altro che prelevare i fondi da alcuni capitoli qua e là, per coprire di volta in volta le situazioni di criticità. Per questo, ora, è necessario che la nuova manovra di bilancio ottenga l’approvazione di tutti nel prossimo consiglio comunale sperando che il problema politico si risolva». Ma le famiglie non sentono ragioni e la possibilità che la campanella non farà in tempo a suonare, che già le scuole potrebbero essere a «scartamento ridotto», manda su tutte le furie mamme e papà perché se il Comune non sarà in condizione di effettuare il servizio, molte famiglie che usufruiscono dello scuolabus per far sì che i propri figli arrivino a scuola, si troveranno in grosse difficoltà. In tanti, infatti, si dicono preoccupati per via di un probabile esborso ingiustificabile di denaro per le spese di carburante da parte loro o almeno per chi può permetterselo. Già perché più di qualche genitore ha già lamentato l’impossibilità di assolvere l’obbligo di frequenza scolastica per i propri figli, in ragione di un innegabile disagio economico. «Non è possibile che già all’inizio dell’anno, dopo che l'amministrazione ha avuto ben tre mesi per organizzare e prevedere la cosa, i nostri figli, e noi di conseguenza, dobbiamo essere vittime di disagi inimmaginabili».