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Data: 29/08/2012
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Salute, il decreto rischia di slittare Balduzzi: «Normali discussioni»

Monti deciderà se spacchettare il testo (in un decreto e in un ddl) o se rinviare il dossier

Problemi in vista per il decreto sanità. Il lavoro messo a punto dal ministro Balduzzi, rischia seriamente di non essere sul tavolo del Consiglio dei ministri di venerdì prossimo. Il Dl in 27 articoli, volto a introdurre una «stretta» sulle forme di dipendenza dal fumo e dai giochi, e a scoraggiare consumi di bibite zuccherate e pesce crudo, nonchè a riformare le modalità di servizio dei medici di famiglia, i criteri di nomina dei direttori sanitari, fino alla cartella clinica «dematerializzata» in forma elettronica e ai farmaci innovativi, se non si dovesse trovare una soluzione entro giovedì lo stesso Consiglio dei ministri, potrebbe essere rinviato. Nel corso del preconsiglio dei ministri di martedì mattina, si apprende da fonti ministeriali, che alcuni dicasteri hanno sollevato dubbi di costituzionalità, di merito e di copertura. Spetta ora a Monti decidere se spacchettare il testo (in un decreto e in un ddl) o se rinviare il dossier.

Il ministro della Sanità Renato Balduzzi (Imagoeconomica)Il ministro della Sanità Renato Balduzzi (Imagoeconomica)
I PROBLEMI - In particolare, nell'incontro tecnico, riserve di merito sembra siano state sollevate sulla tassazione delle bibite gassate e zuccherate), mentre è stato il ministero dell'Economia a portare la questione copertura. In merito a quest'ultima, secondo quanto assicurato da Balduzzi, non ci sarebbero problemi : «La maggior parte delle disposizioni - ha precisato il ministro della Salute - sono senza oneri, alcune consentono entrate e alcune limitate disposizioni comportano oneri, ma così com'è il decreto è compensato». Per quanto riguarda i Lea (livelli essenziali di assistenza), ha spiegato Balduzzi, «si tratta di rimodulare alcune delle 6.000 prestazioni presenti, valutando quali possano essere obsolete o quali possono diventare meno onerose. L'obiettivo resta quello di recuperare i nuovi Lea che sono in attesa dal 2008». Sul Dl i giochi al momento non sono tuttavia chiusi

BALDUZZI- Ma a gettare acqua sul fuoco è lo stesso ministro della salute. Quelle all'interno del governo sul decreto sanità, esaminato oggi in preconsiglio dei ministri, sono «normali discussioni» e da parte di Renato Balduzzi, secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, c'è «grande serenità». «Spero che le due Camere siano messe in condizione di esaminare il testo, che contiene molte misure già in esame da tempo» ha detto Balduzzi, sottolineando come il testo abbia «una sua compattezza» e «non vuole essere una ingerenza su sfera privata». L'idea sembra quella di non strapparsi le vesti per le singole misure, tanto più quelle con ridotto ritorno di cassa. Come la proposta di tassare le bibite analcoliche con zuccheri aggiunti, per la quale si stima un gettito di 250 milioni per anno, salvo prevedibili contrazioni delle vendite. Tassa sulle bibite che ha sollevato un polverone fuori e dentro il Parlamento. «Una diavoleria contro le aziende del Piemonte» a giudizio del governatore Roberto Cota. Una misura «surreale» ha commentato parlamentare del Pdl Guido Crosetto perché aggiunge, in tempi di crisi, nuovi carichi fiscali alle famiglie e «ancor di più surreale per la pretesa di imporre per legge corretti stili di vita secondo il Ministro della Salute».

IL FRONTE DEL NO - Dissenso espresso con con una voce non solitaria. Anzi. A far crescere il fronte del no - oltre ai produttori, le associazioni di categoria in Confindustria (Federalimentare, Assobibe, Mineracqua), nutrizionisti e dietologi - il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, il presidente della commissione Agricoltura della Camera dei deputati, Paolo Russo. E ancora in area Pdl, Maria Stella Gelmini, che valuta l'idea «come una piccola foglia di fico ideologica per coprire il risultato di danneggiare cittadini e imprese».

I SINDACATI - Anche i sindacati restano sul piede di guerra: «Spiace dirlo ma il testo è deludente, con proposte confuse e contraddittorie, e persino negativo proprio nelle norme più 'attesè, come le cure primarie h24, la libera professione, la non autosufficienza e l'edilizia sanitaria». È quanto affermano il segretario confederale della Cgil, Vera Lamonica, e il responsabile politiche della salute del sindacato, Stefano Cecconi. Sulle cure primarie, spiegano i due sindacalisti, «non c'è alcuna garanzia che i cittadini, finalmente, possano rivolgersi ai medici di base nelle 24 ore e per tutti i giorni della settimana. Sfuma così la possibilità di aprire centri socio sanitari diffusi nel territorio, utili anche per prevenire ricoveri inutili e sovraffollamenti in pronto soccorso».

IL PD - Ignazio Marino, presidente commissione inchiesta sul Ssn è molto critico: «Il decreto su cui sta lavorando il ministro Balduzzi è poco coerente. Da una parte va nella direzione di un netto miglioramento nei servizi territoriali con l'ambizioso e virtuoso progetto di valorizzare il lavoro dei medici di famiglia in modo che possano assicurare l'assistenza per molte ore al giorno e non vengano considerati solo come dei prescrittori di ricette e di visite specialistiche. In questo senso si dimostra una significativa attenzione alle esigenze dei cittadini e la volontà di affrontare l'annoso problema del sovraffollamento dei Pronto soccorso. Dall'altro però, le nuove regole sull'intramoenia, vanno nella direzione opposta e di fatto cancellano lo stesso concetto di intramoenia».

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