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Pescara, 15/06/2026
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29/08/2012
Il Messaggero
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Scontro sul decreto Balduzzi, il governo verso il rinvio. Esecutivo diviso su bibite, videopoker e medici di famiglia
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ROMA La mezza rivoluzione della Sanità tentata in pieno agosto dal ministro Renato Balduzzi ieri ha incontrato il primo scoglio. E si è fermata di botto. Il decreto di ben 27 articoli distribuiti in 42 pagine fitte fitte, non ha superato il muro delle obiezioni dei tecnici degli altri ministeri riuniti a Palazzo Chigi per preparare il consiglio dei ministri di dopodomani. Obiezioni pesanti. Con il Tesoro che, tra l’altro, ha presentato più di 20 pagine di osservazioni, lo Sviluppo che ha fatto presenti i possibili effetti negativi sull’industria provocati dall’aumento delle tasse sulle bevande zuccherate e forti perplessità generali sulla fissazione di un tetto massimo (comma E, articolo 2, pagina 7) per le prestazioni dei medici. Insomma, nel governo è emersa una netta spaccatura e, anche se non se n’è parlato esplicitamente, in pochi hanno apprezzato che il testo del decreto sia finito sui giornali prima di qualunque esame collegiale. Il ministro della Sanità, in una intervista al Tg3, ha gettato acqua sul fuoco e ha parlato di normale confronto tecnico. Balduzzi - che in passato è stato capo dell’ufficio legislativo del ministero e dunque ha dimestichezza con la scrittura delle leggi - ha difeso le ragioni del ministero parlando di un disegno di riforma «complesso e compiuto» e si è detto comunque disponibile ad un rinvio. Però a questo punto appare assai probabile che il blitz estivo sulla Sanità finisca sulla scrivania del premier Mario Monti. Ieri il sottosegretario alla Presidenze del Consiglio, Antonio Catricalà, ha confermato ai microfoni di Sky Tg24 l’esistenza di qualche problema «tecnico». Intanto per uscire dall’impasse saranno convocate fra stasera e domani alcune riunioni tecniche decisive per capire il destino del decreto. Molte le ipotesi in campo, compreso (anche per altre ragioni) il rinvio del Consiglio dei ministri a mercoledì della prossima settimana. E’ possibile anche che il testo preparato da Balduzzi venga diviso in due parti con un decreto che ne farebbe entrare subito in vigore alcune parti (quelle sulle quali c’è un ampio consenso) e un disegno di legge collegato che conterrebbe il resto. L’approvazione del decreto per venerdì, tutt’ora possibile, ieri sera veniva data da più fonti governative come una possibilità ridotta al lumicino. Anche perché le obiezioni presentate dei tecnici governativi al decreto sono radicali. Fra quelle presentate dai rappresentanti del ministero dell’Economia spicca il problema della copertura per la possibile frenata del gettito provocato dall’allontanamento delle sale giochi ad almeno a 500 metri dalle scuole o dai centri anziani. Secondo il Tesoro, poi, questa norma potrebbe creare dei problemi giuridici poiché i gestori delle sale giochi potrebbero ricorrere al giudice essendo titolari di un contratto di concessione. Altri capi di uffici legislativi hanno fatto emergere dubbi sulla costituzionalità di alcuni passaggi del decreto per via dello scarso coinvolgimento delle Regioni nella parte relativa al programma nazionale sull’autosufficienza. Secondo alcuni ministeri, poi, l’aumento dell’accisa sulle bevande, pur non infrangendo direttamente le norme comunitarie, potrebbe entrare ugualmente nel mirino dell’Ue. Anche fuori dalle stanze governative il decreto sulla Sanità sembra avere pochi amici. Per l’assessore alla Sanità della Regone Emilia Romagna Carlo Lusenti: « Il decretone contiene misure molto eterogenee, alcune molto utili come quella sui farmaci off label, altre più problematiche, che necessitano di correttivi in particolare sulla non autossuficienza». Mugugni anche da molti sindacati a partire dalla Cgil. Apprezzamento invece dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei: «Una società non può assolutamente reggersi sul gioco d'azzardo che spinge a giocarsi tutto sulla fortuna - ha detto Bagnasco - E quindi ben vengano tutte quelle misure che mirano ad aggiustare, correggere, riportare in sesto questa mentalità».
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