Nella riunione dei capigruppo chiaro l’orientamento di scongiurare l’accorpamento Giardinelli (Udc): altrimenti per noi sarà crisi economica
CHIETI Il consiglio comunale straordinario sul riordino delle Province si terrà lunedì 3 settembre a partire dalle 10. La decisione è stata presa a margine della riunione dei capigruppo che si è svolta ieri con la politica teatina pronta, almeno a parole, a mobilitarsi per salvaguardare l’autonomia della Provincia di Chieti. Il capoluogo teatino rischia di perdere, qualora si concretizzasse il vociferato accorpamento con la Provincia di Pescara, lo status di città capoluogo. Un titolo al contrario fondamentale per mantenere uffici di Governo strategici, come lPrefettura e Questura, ed evitare la desertificazione amministrativa della città. Da qui l’idea di un consiglio comunale straordinario lanciata da Emiliano Vitale, consigliere del Pdl, e appoggiata da tutti i partiti. «L’obiettivo è quello di approvare un documento condiviso in aula», spiega Vitale- che rafforzi l’azione portata avanti dal sindaco all’interno del Consiglio delle Autonomie locali».Organo, conosciuto con l’acronimo di Cal, preposto ad esprimere il suo parere sulla riorganizzazione delle Province abruzzesi in base alle indicazioni contenute nell’articolo 17 del decreto legge spending review. Le scelte del Cal verranno girate alla Regione che, a sua volta, passerà il piano di riordino al Governo a cui, ovviamente, spetterà l’ultima parola. Nel frattempo la politica teatina sembra essersi finalmente destata dal torpore. Durante la riunione dei capigruppo tutti i partiti, o quasi, hanno ribadito l’esigenza di conservare l’autonomia della Provincia di Chieti. «Che, in base ai requisiti richiesti dal decreto Monti, non dovrebbe essere accorpata. La nostra Provincia»,osserva Luigi Febo, capogruppo di Chieti per Chieti, «ha il Pil più alto d’Abruzzo e non capisco davvero chi parla di costituire una Provincia Adriatica frutto dell’unione con Teramo e Pescara». Alessandro Giardinelli, capogruppo dell’Udc, promette le barricate pur di non far perdere alla città lo status di capoluogo. «In caso contrario Chieti sarebbe spinta inesorabilmente verso una desertificazione economica in quanto», spiega Giardinelli, « essere capoluogo costituisce una fonte economica vitale per la città grazie ai tanti uffici statali e privati a carattere provinciale che hanno sede sul Colle e allo Scalo» I partiti hanno assicurato il proprio voto in consiglio dell’ordine del giorno presentato da Vitale che impegna il sindaco, in qualità di componente del Cal, «a far sì che la Provincia di Chieti rimanga tale ed inalterata e quindi conservi la sua piena configurazione territoriale, giuridica, culturale e socioeconomica» Ancora dubbia la posizione del Pd. «La situazione è complessa e va capita bene. La fusione con un’altra Provincia», dice Alessio Di Iorio, capogruppo del Pd «potrebbe essere imposta». Si parlerà di riordino delle Province anche oggi in un summit promosso dal presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio.