Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.977



Data: 29/08/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Porta Santa aperta. Cialente: è la riscossa. Al corteo della Bolla di Celestino V la silenziosa protesta dei precari. Il rettore: il governo non illuda gli aquilani

L’AQUILA La Porta si spalanca alle 19,03 quando un timido applauso parte da fuori e risuona nella basilica di Collemaggio puntellata. Precaria, nella città del provvisorio e dell’indefinito, proprio come le vite di quei ragazzi che pochi metri prima, in silenzio, tengono stretta nel cuore, insieme ai loro striscioni, la speranza di un posto di lavoro che rischiano di perdere nei meandri di un concorsone da 100mila persone per 300 assunzioni negli uffici della ricostruzione. Pensa a loro, forse, l’arcivescovo Giuseppe Molinari il quale, ormai prossimo alla pensione, parla di «case e lavoro per tutti», che sembra quasi di sentire un prete rosso di quelli di una volta. Ma la Porta, essa pure precaria, che si spalanca ogni anno ma per 24 ore e poi si richiude, è stretta, come sanno bene i prelati e i politici che si accalcano a varcarla per primi. Poche mitrie episcopali in coda, segno dell’isolamento crescente dell’arcidiocesi aquilana nel panorama ecclesiale italiano. IL LAVORO. Il tema del lavoro è di nuovo dominante nella Perdonanza 2012, 718ª dell’era moderna e quarta dopo il terremoto. Al posto che fu dei cassintegrati del polo elettronico disintegrato ci sono oggi i nuovi precari, quelli che scuotono la testa dopo il colloquio col ministro Barca che in basilica neppure ci arriva. Quando passa il sindaco Massimo Cialente (che si risparmia la prevedibile colossale sudata del mantello da Giovin Signore, indossato per pochi minuti sul prato di Collemaggio e poi basta) tira dritto. Occhi negli occhi, nessun confronto ma anche nessun fischio. Il corteo è salvo, al sindaco viene risparmiata la contestazione del giorno prima. Solo una donna, neppure a voce troppo alta, gli grida: «Vergogna, ti sei scordato dei tuoi precari». L’assessore Stefania Pezzopane si stacca e saluta alcuni dei lavoratori prima di tornare in fila dietro alla Bolla. «Rivedo gli aquilani sorridere, ma non dimentico gli occhi lucidi del 2009». Passate le Forche Caudine davanti a Cristo Re, per il sindaco è un tripudio di applausi. Ricambiati. Un crescendo fin sul prato di Collemaggio. «È la Perdonanza della riscossa», dice il sindaco che all’applausometro sembra tenerci parecchio, considerandolo alla stregua di quei sondaggi berlusconiani il cui ricordo, per i nostalgici, è reso vivo dalla presenza, in posizione assai defilata, dell’ormai ex sottosegretario Gianni Letta. GOVERNO BLUFF. Il clima di buonismo diffuso viene rotto dalle parole del rettore Ferdinando di Orio. «Il governo finora ha fatto poco o nulla per L’Aquila. Spero che tutto non si riduca di nuovo nell’ennesimo bluff. Gli aquilani non lo meritano e non possono sopportare una cosa del genere. Nessuno deve illuderli, soprattutto chi governa. L’Eni ha scelto Collemaggio? Bene, è un simbolo della città, ma con loro il discorso andrà ripreso anche sullo sviluppo e la ricerca. Io ho lavorato per il centro di ricerca ma ci sono stati ostacoli interni ed esterni. Va poi chiarita una cosa: servono risorse aggiuntive per l’Università e la ricerca mentre per realizzare il Gran Sasso Science institute si sottraggono soldi alla ricostruzione. Questo non è ammissibile. Passerò la Porta e come gli altri avrò qualcosa da farmi perdonare. Ma ritengo già una penitenza adeguata lo sforzo quotidiano per tenere in vita la nostra Università». IL CORTEO. Lungo, lunghissimo, estenuante sia per chi indossa gli abiti d’epoca sia per chi assiste alla sfilata. Appesantito, o solennizzato che sia, dalla presenza di tanti gruppi storici e delegazioni tanto da sforare di mezz’ora sul cronoprogramma. Una transenna-trappola fa caracollare a terra un giovane sbandieratore davanti al palco dei vip, dove il sole non fa sconti a tacchi 12 e blazer blu. La gente comune, sotto, fatica per trovare una sedia o una bottiglia d’acqua. Poi tutti sotto la Porta. Porta che sarà pure precaria ma che per molti, qui, da secoli, è un porto sicuro.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it