Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.977



Data: 29/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Auto, costi raddoppiati in 20 anni la metà per pagare i carburanti

E la benzina continua ad aumentare, nuovo picco a 2,019 euro

ROMA «Gli italiani hanno scoperto la bicicletta»: magari Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, esagera. Una iperbole, ma non è neppure molto lontano dal vero. Se gli italiani non hanno ancora deciso di riaffidarsi alle due ruote, certo stanno dilapidando una parte del loro patrimonio per mantenere l’auto di casa. Sono sufficienti un paio di cifre per dimostrare quanto la voce specifica pesi sui sempre più magri bilanci familiari: in venti anni la spesa per la manutenzione vettura è più che raddoppiata arrivando a 103,7 miliardi (anno 2010) dai 47 del 1990; i carburanti hanno quasi bruciato la metà dell’intera somma con un aumento del 170%. Numeri forniti dal ministero delle Infrastrutture e messi nero su bianco sul Conto nazionale trasporti.
Una stangata che va ad aggiungersi ai salassi presenti e prossimi venturi che arrivano dalle pompe di benzina. I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa senza freni nonostante i mercati dell’oro nero abbiano fatto segnare uno stop, se non addirittura un leggero arretramento. Ma torniamo ai numeri del dicastero delle Infrastrutture. Dunque, 103 miliardi per la manutenzione. Spesa per il rifornimento di carburante quasi triplicata, da 14 a 41 miliardi (+170%) e per i pedaggi, passati da 1,47 a 4,38 miliardi di euro. Entrando nel dettaglio contabile, gli esborsi più pesanti risultano per i carburanti (41 miliardi, appunto), per le riparazioni e la manutenzione ordinaria (16 miliardi, erano 7,3 nel ’90); per i costi di assicurazione, passati da 5 miliardi (convertiti dalla lira) del ’90 agli oltre 15 del 2010. E ancora, gli pneumatici (3,35 miliardi); le tasse automobilistiche (5,6).
Volendo sfornare una sorta di torta (comunque indigesta) i costi di esercizio delle autovetture relative al 2010 sono arrivati a quota 93,934 miliardi dei quali circa il 44% è da attribuire a spese per carburanti, quasi il 18% a spese di manutenzione ordinaria, circa il 17% a spese per assicurazioni, poco meno del 6% per tasse automobilistiche e il restante 15% per spese di ricovero, pneumatici, lubrificanti e pedaggi autostradali. Potremmo aggiungere i crescenti «prelievi» effettuati dalle varie amministrazioni locali attraverso il pagamento dei pedaggi e delle multe. Il Codacons ha già quantificato l’entità della stangata che si abbatterà sulle famiglie nel 2012: 4.000 euro all’anno. Prosegue intanto l’ascesa inarrestabile della benzina con picchi di 2,019 euro. In Italia, secondo la Cna-Fita, l’esecutivo sarebbe al lavoro insieme agli autotrasportatori «per interventi mirati a calmierare il caro carburante». In Francia il governo ha annunciato un taglio di 6 centesimi al litro entro 24 ore grazie alla sforzo combinato con i produttori: 3 centesimi a carico delle compagnie, altrettanti a carico dello Stato.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it