Lo stop per l’adeguamento della sede stradale e la potatura degli alberi
Che succede alla filovia? Nel tratto pescarese tutto tace da un mese, solo a Montesilvano si odono le macchine e gli operai al lavoro, perché a Pescara è stata realizzata la cabina della sottostazione elettrica, mentre a Montesilvano no. Completata l’installazione dei pali, delle ringhiere, c’è ancora molto da fare sulla strada-parco. Per questo, la richiesta della Balfour Beatty al Comune di liberare la strada entro il 24 settembre è stata aggiornata a data da destinarsi, senza limiti di tempo. Ufficialmente il rinvio è motivato con lo svolgimento di alcuni lavori a carico del Comune (potatura degli alberi, rifacimento della sede stradale) che non si potevano fare prima perché mancavano i soldi, in quanto il bilancio è stato approvato a luglio inoltrato. Ad ogni modo, prima che il filobus cominci a solcare l’ex tracciato ferroviario devono essere effettuati una serie di lavori. I fili attendono di unirsi ai pali, ma non possono essere agganciati fin quando il Comune non avrà provveduto a potare gli alberi posti lungo il percorso. Alcune palme sono state tagliate alla radice, tutte le altre andranno sfrondate, stessa sorte toccherà ai pini e ai lecci. E poi c’è il fondo stradale che deve essere rifatto e consolidato (in alcuni punti è ridotto all’osso), come aveva chiesto la stessa Balfour Beatty all’Amministrazione, inoltre devono essere tolti i rallentatori collocati agli incroci. Buon ultimo, ma non certo per importanza, il problema della sicurezza con le recinzioni metalliche attorno al tracciato, la creazione di varchi di accesso alle fermate e la messa a norma dei marciapiedi. Questo sul piano operativo, mentre su quello tecnico-politico c’è la bocciatura del comitato Via della Regione a installare i magneti (decisivi nell’attribuzione dell’appalto). Sotto l’aspetto giudiziario, infine, c’è sempre l’inchiesta della Procura, la titolare è la Pm Valentina D’Agostino, che ha spedito avvisi di garanzia al presidente della Gtm Michele Russo e ai dirigenti delle ditte Balfour Beatty e Vossloh Kiepe con le accuse di truffa aggravata, frode nelle forniture pubbliche e falso. Visto quanti e quali sono ancora i passaggi da superare, l’ottimismo che arriva dai palazzi istituzionali sul debutto di Filò (prove e prime corse entro la fine dell’anno) sembra azzardato. Del resto, lo stesso presidente della Gtm, dopo aver sperato di inaugurare il servizio nell’autunno di quest’anno, aveva aggiornato l’evento alla fine del 2013. Sul fronte dei comitati civici e del Wwf, che da un paio di anni stanno dando battaglia alla Gtm sulle presunte anomalie presenti nell’appalto e nel progetto, c’è invece la convinzione che Filò non partirà se prima non saranno chiariti tutti gli aspetti controversi della vicenda, da quelli tecnici, economici a quelli regolamentari e legali. Le prime avvisaglie di un "ritorno sulle barricate" si sono avute un mese fa, quando una protesta dei comitati ha fatto tornare la Digos sulla strada-parco, una mobilitazione futura è dietro l’angolo se i cittadini non otterranno risposte chiarificatrici.