LA PROPOSTA DELLA UIL: Due enti: Pescara-Chieti e L’Aquila-Teramo
Secondo la Uil Abruzzo, l’ipotesi «più razionale è quella dell’accorpamento delle Province dell’Aquila e di Teramo da un lato e di Pescara e Chieti dall’altro, con correzioni ispirate alla storica bipartizione Abruzzo Ulteriore e Abruzzo Citeriore». Per esempio, spiega Roberto Campo, segretario regionale del sindacato, « assegnando alla nuova provincia Pescara-Chieti, le aree montane di Pescasseroli e Rivisondoli». « Lo schema Ultra/Citra», prosegue Campo, «che ha funzionato per secoli e che meglio aderisce alla configurazione delle montagne abruzzesi, distinguendo i due complessi del Gran Sasso e della Maiella, non è oggi riproponibile in toto perché l’urbanizzazione costiera ha cambiato per sempre la situazione. È con questa realtà che occorre misurarsi. Il riordino delle Province non può ignorare questa problema e deve fargli fare dei passi avanti». «Leggiamo», prosegue il segretario regionale della Uil, «che Copenhagen e Malmö stanno facendo avanzare la loro alleanza urbana per diventare un’unica area metropolitana pur appartenendo a due stati diversi, Danimarca e Svezia, e noi dovremmo rassegnarci a un confronto Pescara-Chieti fatto per stabilire chi sta sopra e chi sta sotto, per riprendere l’infelice terminologia proposta da qualche esponente istituzionale? Infine, la nostra proposta mette in campo due province che hanno entrambe il problema, strategico per l’Abruzzo, di contribuire a migliorare il rapporto mare-monti». conto dell’area metropolitana Pescara-Chieti.
di Giuliano Di Tanna wPESCARA «Avviare un negoziato fra le Province di Chieti e Pescara nella prospettiva di costituire, nell’ambito del riordino previsto dal decreto legge 95 del 2012, una Provincia unica mantenendo il capoluogo di quest’ultima nella città di Chieti con gli uffici che già vi sono presenti». E’ la proposta emersa dalla riunione, convocata dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, svoltasi ieri mattina a Chieti, alla quale hanno preso parte i senatori Fabrizio Di Stefano (Pdl) e Giovani Legnini (Pd), i consiglieri regionali Franco Caramanico (Sel), Antonio Menna (Udc), Emilio Nasuti (Centrodestra), Antonio Prospero (Pdl), Giuseppe Tagliente (Pdl), i sindaci componenti del Cal (Consiglio delle autonomie locali), Umberto Di Primio (Chieti), Antonio Luciani (Francavilla) e Patrizia De Santis (Castel Frentano). «Dalla riunione», spiega Di Giuseppantonio, «è emerso con chiarezza che il ruolo di Chieti città capoluogo è condiviso da tutti nell’ambito di un territorio che, numeri alla mano, rappresenta il volano dell’economia abruzzese, con il maggior numero di imprese attive ed una esportazione pari al 67% del totale regionale; che ospita i più grandi poli industriali dell’automotive e non solo; che può contare su realtà portuali di riferimento per il commercio marittimo come Ortona e Vasto ma anche importanti insediamenti culturali che vanno dall’università d’Annunzio a un collaudato percorso internazionale del turismo religioso». «Tuttavi», aggiunge Di Giuseppantonio, «alla contiguità territoriale fra le realtà di Chieti e Pescara, forse unica in Italia, la necessità di dover garantire servizi omogenei ed organici nell’ottica del contenimento dei costi, la prospettiva nell’immediato futuro di una ulteriore integrazione urbanistica fra i due territori, inducono a valutare la possibilità di condividere con le aministrazioni pescaresi l’ipotesi di una fusione finalizzata a costituire una sola Provincia e a trovare un assetto che, per le ragioni esposte, preveda Chieti capoluogo di provincia con la presenza degli uffici della Provincia e quelli decentrati dello Stato». Nei prossimi giorni, prima di proporre questa ipotesi agli amministratori del Comune e della Provincia di Pescara, ci sarà un confronto con associazioni, ordini professionali, forze sociali e del mondo produttivo e con gli amministratori locali della provincia di Chieti. Entro il prossimo 7 settembre, invece, i componenti del Cal dovranno presentare al Presidente del Consiglio delle autonomie locali, Antonio Del Corvo, le proposte di riordino delle Province abruzzesi. Intanto il presidente della Provincia di Teramo, Walter Catarra, ha ribadito il suo dissenso al metodo e al percorso individuato dal decreto sulla spending review e ha annunciato che la sua Provincia, insieme ad altre come Benevento e Rovigo, farà ricorso al Tar contro il provvedimento del governo. «Il provvedimento va impugnato perché è incostituzionale» dice Catarra, «e di fatto sottrae ogni ruolo alle comunità locali». Infine, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi ha annunciato che formalizzerà la proposta già discussa con gli altri sindaci della sua provincia, il 23 agosto scorso, che prevede la conferma di tre Province con Pescara città-metropolitana.
Ma l’Idv si chiama fuori: via tutte le Province
PESCARA Alfonso Mascitelli non ha partecipato all’incontro convocato, ieri, dal presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), per discutere del riordino delle Province. spiegandone le ragioni. «Il riordino delle Province», spiega il senatore e coordinatore rtgionale dell’Idv, « proposto dal governo Monti con la formulazione finale dell’articolo 17 e votato da Pd, Pdl e Udc è solo un pastrocchio, con caratteri di incostituzionalità e senza incisività né sul piano delle riforme istituzionali né tantomeno su quello della contabilità pubblica generale». In Abruzzo, sostiene Mascitelli, «all’interno di questi partiti manca una visione unitaria e c’è un gioco delle parti, per cui alcuni si sono dati il compito di difendere Chieti come capoluogo, altri Teramo come provincia, e altri ancora tirano fuori la fantasiosa trovata della Provincia adriatico-appenninica, che finirebbe solo per aggravare gli squilibri di sviluppo del territorio regionale o, infine, ultima trovata in ordine di tempo, il riconoscimento di Pescara città metropolitana, che sanno bene che non otterrebbe mai il voto finale in Parlamento, perché aprirebbe un nuovo fronte sull’elenco delle città metropolitane». Secondo Carlo Costantini, consigliere regionale dell’Idv, «discutere del riassetto di un ente, come la Provincia, totalmente privo di prospettive strategiche, di un ente che a mala pena riesce a pagare stipendi e spesa corrente, vuol dire parlare del nulla». «Noi», aggiunge, «continuiamo ad avere le idee molto chiare sulla necessità di cancellarle definitivamente; così come sulla necessità di favorire processi aggregativi dei Comuni. E in occasione della prossima conferenza dei capigruppo solleciteremo nuovamente l'adozione dell'atto amministrativo del consiglio regionale che manca per dare la parola ai cittadini e consentire la celebrazione del referendum consultivo sulla fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore.