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Pescara, 15/06/2026
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Data: 30/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ikea, il debutto dei 200 neoassunti: nessuna paralisi, il traffico regge. Assenti i politici della regione: «C’è giunta»

SAN GIOVANNI TEATINO - A spazzare il vento delle polemiche, sulle assunzioni, i contraccolpi all'economia locale, il consumo del territorio, i problemi di traffico, ci hanno pensato i numeri: 60 milioni di euro di investimento, oltre trentamila metri quadrati di superficie, 206 dipendenti di cui 153 abruzzesi, più di 10 mila articoli in vendita, 27 casse, un parcheggio di 1250 posti, un ristorante capace di ospitare 500 clienti, un impianto fotovoltaico di settemila moduli di silicio, grazie al quale il negozio produrrà il 22% dell'energia elettrica necessaria.
La carta di identità del nuovo punto vendita Ikea di San Giovanni Teatino, il ventesimo in Italia, promette di sprovincializzare un territorio che nella scelta della multinazionale svedese dimostra capacità di attrarre investimenti. E pazienza se tra i tanti accorsi ieri mattina al battesimo dello stabilimento mancavano molti volti noti della politica, tradizionalmente presenti alle occasioni che contano.
Nessuno a rappresentare la Regione, come conferma l'addetto stampa della casa svedese, che, ignara delle quaranta poltrone che compongono l'Emiciclo, spiega: «c'è Giunta, hanno dato forfait». Ad addentare il pesce marinato svedese hanno pensato il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia, Guerino Testa, convinti all'unisono che, al bando di ogni campanilismo, la presenza del colosso svedese è la vittoria della globalizzazione sul particolarismo. Da parte sua, il presidente della Provincia di Chieti, Enrico di Giuseppantonio, non manca di osservare, quasi a prevenire domande indiscrete, che lui «di raccomandazioni per i posti di lavoro non ne ha mai fatte e mai le farà». Per festeggiare l'apertura del punto vendita, il management dell'azienda scandinava ha scelto una doppia inaugurazione. Colazione svedese alle sette del mattino per autorità e dipendenti e poi alle nove il taglio del tronco di faggio posizionato all'ingresso, con successiva apertura al pubblico. Un battesimo avvenuto senza i paventati disagi al traffico e alla viabilità. «Abbiamo provveduto a istituire presidi su tutta l'area - spiega il comandante del COA, Fabio Santone - preoccupandoci di salvaguardare lo scorrimento del traffico autostradale». Merito anche dei quattro milioni di euro spesi per i lavori di viabilità sulle strade di accesso, dove sono state realizzate quattro rotatorie che dovrebbero evitare problemi di intasamenti.«Stimiamo un'affluenza di quindicimila persone - spiega Valerio Di Bussolo, responsabile relazioni esterne - Anche se il clou è atteso per il fine settimana». A fare gli onori di casa ci ha pensato l'amministratore delegato di Ikea Italia, Lars Petersson: «L'Abruzzo è terra forte e gentile, e forza e gentilezza sono la combinazione con la quale intendiamo avviare il nostro lavoro, dando un grande contributo sia sul lato produttivo che occupazionale». Ad ascoltarlo il colorato plotone di addetti alle vendite, poco più di duecento scelti tra i trentamila che in quattro settimane hanno inviato il proprio curriculum. Il più giovane è appena maggiorenne, ventinove l'età media degli altri. Non è molto più vecchio il primo segretario dell'Ambasciata di Svezia, Tobias Axerup, tra gli ospiti d'onore, sincero nell'affermare come sia «ormai impensabile non avere nelle proprie abitazioni anche solo un oggetto della casa svedese». Giù, al casello dell'autostrada, gli automobilisti volgono lo sguardo al nuovo colosso dell'arredamento made in Svezia che promette la possibilità per le famiglie di avere una casa arredata spendendo poco più di 4 mila euro. A salutare il nuovo punto vendita Ikea sono arrivati in tanti, in fila già dalle sette del mattino per addentrarsi nel castello delle fiabe, accolti da musicisti in abito da clown, che tra Nino Rota e le canzonette da spiaggia riecheggiano con le sette note la filosofia di allegria e ottimismo venduta a pacchi dai dipendenti. Tutti conquistati dalle cassettiere Hemnes e dagli armadi Aneboda, nomi impronunciabili destinati a divenire familiari nelle case degli abruzzesi.

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