ROMA Il Pdl smentisce di essere pronto a cambiare la legge elettorale in cambio delle elezioni anticipate ma la riforma del Porcellum slitta ancora. E il quadro politico torna fosco dopo la nota del settimanale berlusconiano «Panorama» che annuncia che pubblicherà «una ricostruzione esclusiva» delle telefonate tra il presidente della Repubblica e l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino intercettate dalla procura della Repubblica di Palermo che indaga sulla presunta trattativa Stato- Mafia. In quelle telefonate, precisa Panorama, sarebbero stati espressi «giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e su parte della magistratura inquirente di Palermo». Immediato il commento di Antonio Ingroia, uno dei pm di Palremo. «Se così fosse sarebbe un grave illecito e qualora corrispondesse davvero al tenore delle intercettazioni, il ricatto al Capo dello Stato lo farebbe Panorama con quella copertina». Ingroia, che tra l’altro sarebbe citato nelle conversazioni telefoniche con parole poco lusinghiere, non smentisce né conferma. «Non posso parlare del contenuto delle intercettazioni», dice. Quanto alla talpa che ha fatto uscire le intercettazioni del capo dello Stato, Ingroia avverte che bisognerà capire chi è stato: «Qualcuno sapeva, a partire dagli indagati, di aver parlato con varie persone. Anche con i l capo dello Stato. Lo sapeva non solo chi indagava ma anche chi aveva parlato». Durissimo Fabrizio Cicchitto. «Ingroia sta mettendo le mani avanti rispetto al disastro politico e istituzionale che lui ed altri della procura hanno combinato: qualcuno ha giocato ad un attacco irresponsabile e ora cerca goffamente di cancellare le impronte», attacca il capogruppo del Pdl alla Camera. La notizia delle intercettazionie era stata in parte anticipata da Antonio Di Pietro in un’intervista radiofonica mattutina. «Probabilmente Napolitano si sarà lasciato scappare qualche parolaccia di troppo nei confronti dei magistrati di Palermo e questo, detto dal presidente del Csm non è opportuno», aveva detto il leader di Idv. Ieri sera ha aggiunto che la pubblicazione di Panorama sarebbe un «chiaro tentativo di ricatto nei confronti del presidente della Repubblica». Invitando Napolitano a renderle note lui. Il Pdl intanto smentisce che nel vertice con Berlusconi il Cavaliere abbia chiesto di votare a novembre ma l’intesa, che sembrava fatta, salta. E’ il Pdl a fare melina. Il Cavaliere deve cercare di tenere insieme le anime del partito divise come mai. Spinto dall’ala dei falchi, a partire dagli ex di An, è tornato a premere per il ritorno delle preferenze. Nel Pd è forte il sospetto che Berlusconi sia tentato di staccare la spina al governo e di tornare al voto con il vecchio Porcellum che gli garantirebbe 120,130 parlamentari. Resta il no di Napolitano che ha posto come condizione per anticipare il voto la nuova legge elettorale e l’approvazione della legge di Stabilità. Certo la bomba Panorama rischia di terremotare la stessa tenuta del governo Monti. «La verità è che il ritorno di Berlusconi ha peggiorato le cose, è colpa sua se ora ci sono difficoltà», avverte Enrico Letta del Pd.