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Pescara, 15/06/2026
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Data: 30/08/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Merkel a Monti: potete farcela da soli. Elogi alle riforme italiane. Asse Berlino-Roma, ma non sull’Esm: «Licenza bancaria non compatibile con i trattati»

BRUXELLES «E' stato bello». Così la cancelliera Angela Merkel ha commentato l'incontro di ieri con Mario Monti nel chiudere la conferenza stampa congiunta. Un appuntamento nel quale è stata rinnovata la fiducia nella capacità del nostro presidente del Consiglio di tirare fuori l'Italia dal guado, ma che non ha portato a nuove intese sul fronte europeo. La cancelliera comunque crede talmente tanto in Monti che è andata oltre le posizioni del collega italiano, invitandolo a contare sulle proprie forze e a non chiedere l'attivazione dello scudo anti-spread, l'Italia, ha detto Merkel secondo alcune fonti, «può farcela da sola». «L'azione di Mario Monti è fondamentale per contribuire a portare gli spread verso il basso, ne sono certa», ha detto la cancelliera, sottolineando che il premier le ha «confermato un'impressionante agenda di riforme». Ottimismo e fiducia che però non sono riusciti a scalfire la posizione tedesca sull'Esm, il fondo salva-stati permanente, che non dovrà avere, secondo Merkel, la licenza bancaria, la possibilità cioè, di acquistare titoli pubblici direttamente sul mercato primario, dagli Stati, con i fondi che può mettere a disposizione la Banca centrale europea. «Desidero citare Mario Draghi per dire che è anche una mia convinzione il fatto che una licenza bancaria dell'Esm non è compatibile con i trattati», ha detto la padrona di casa. «Non poteva dire altro – ha osservato una fonte diplomatica – anche se credesse il contrario, mentre si attende il giudizio della Corte costituzionale tedesca sull'Esm, non potrebbe mai minare l'esito di quell'esame». Nello Statuto del Fondo non si parla di licenza bancaria, e lavorare per aggiungere «potenza» alla nuova istituzione non potrebbe che spingere la Corte, che è attenta invece a limitare i poteri delle istituzioni europee rispetto agli Stati, a un giudizio negativo. Monti la pensa diversamente, secondo lui la licenza bancaria all'Esm va inserita «nella prospettiva del mosaico: singole tessere che hanno come finalità il dare luogo e concretezza ad una governance soddisfacente. Certe cose che in questo momento non sono possibili potrebbero esserlo ad altre condizioni». Lui lascia la porta aperta, lei sembra volerla chiudere. Su altri temi invece si lavora ancora. «Non ho preoccupazioni sul fatto che possiamo continuare con il processo di integrazione europea – ha detto Merkel - La governance dell'eurozona è forte e c'è collaborazione. Sappiamo che non c'è ancora abbastanza stabilità, che dobbiamo fare molto, ma abbiamo già fatto tanto. Non ci sono preoccupazioni su questo». Quel che c'è da fare è, nell'idea della cancelliera, un nuovo Trattato, o comunque una corposa modifica a quelli esistenti, per dare maggiore integrazione economica e politica all'Unione. Il processo è stato già avviato con Parigi, l'idea è di arrivare con una proposta per dicembre, che possa, nella migliore delle ipotesi, aprire anche ad una Convenzione, un ampio processo di riforma. Qui Merkel e Monti hanno vari punti di intesa, se non altro di principio. Dove invece ieri non sono emerse pubblicamente intese è sulla partita più immediata, quella della vigilanza bancaria comune. La Commissione ci sta lavorando, una proposta sarà presentata tra quindici giorni e si pensa di affidarla alla Bce. Il problema vero è quali banche controllare. Solo quelle internazionali? Solo quelle sistemiche, in grado cioè di trascinare l'intero sistema nel loro crollo? O anche le piccole casse? I tedeschi non vogliono che le loro banche locali siano soggette al controllo comunitario, gli italiani la pensano diversamente, anche un insieme di piccole casse può creare rischi sistemici. In Spagna, ad esempio, i titoli tossici sono stati trovati in gran parte lì. Poi c'è il viaggio in Cina di Merkel, che parte oggi. Monti ha ribadito che le cose da noi vanno meglio, «c'è motivo di sperare», ma non di «allentare gli sforzi». Però un piccolo aiuto la cancelliera potrebbe darlo, se convincesse i cinesi che l'Italia non uscirà dall'euro e che i suoi titoli pubblici sono un buon investimento.

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