La cancelliera: potete farcela, aspettate a chiedere lo scudo
BERLINO - Angela Merkel ha apprezzato il colloquio avuto con Mario Monti e, al momento dei saluti, tra i due ci sono stati sorrisi e scambi di cortesie. D’altra parte di complimenti, in questa ennesima trasferta in terra tedesca, il premier ne ha raccolti molti dalla cancelliera e subito dopo dal presidente del Bundestag Norbert Lammert, al quale rende omaggio dopo le polemiche delle settimane scorse sul rapporto tra le scelte di Bruxelles e i parlamenti dei Ventisette.
A pranzo nella Cancelleria Monti si presenta insieme al ministro Moavero e al consigliere diplomatico Terracciano. Più di tre ore di colloquio al termine del quale i due capi di governo si presentano davanti a taccuini e telecamere per spiegare che «la condizione per crescere è la messa a posto dei conti» e che il lavoro di Draghi «va sostenuto» e va difesa l’indipendenza della Bce. La Merkel racconta che Monti «mi ha confermato un’impressionante agenda di riforme» e si dice «convinta che porteranno buoni frutti». Frutti che per Monti sono già visibili con i tassi in calo spuntati negli ultimi collocamenti. «Per quel che riguarda l’Italia - ha sostenuto Monti - siamo in una fase in cui, fatte importanti riforme strutturali, stiamo andando avanti risolutamente nella spending review per i tagli nel settore pubblico e per essere sicuri che le misure decise siano applicate». Provvedimenti che secondo Monti andranno avanti anche dopo le elezioni perché il presidente del Consiglio si dice «molto fiducioso sul fatto che c'è una maturazione dei partiti politici».
Gli incoraggiamenti della Merkel per «gli sforzi fatti in questi mesi» Monti li esalta anche ad uso interno e per tenere buona una maggioranza in forte fibrillazione per i tassi che non calano e per la possibilità di nuove misure. Il «generoso apporto delle forze politiche e dei cittadini» potrebbe infatti allentarsi senza un segnale o, peggio, se l’Italia dovesse essere costretta a chiedere aiuto. Anche ieri i due smentiscono le indiscrezioni pubblicate settimane fa da questo giornale secondo cui Parigi e Berlino chiedono all’Italia di fare richiesta di aiuto al fondo salva-stati. Ora però si attende il varo del fondo anti-spread (Esm) e su questo le divergenze tra Merkel e Monti non mancano. A cominciare dalla possibilità che il fondo possa avere licenza bancaria e comprare liberamente titoli sul mercato.
«Abbiamo i mezzi necessari per stabilizzare l’Eurozona - ha spiegato la cancelliera tedesca sottolineando l’importanza che avrà l’Esm - e con gli strumenti giusti possiamo stabilizzare l’euro e renderlo più forte». Sulla possibilità di conferire licenza bancaria al meccanismo europeo di stabilità, la Merkel non molla: «Vorrei citare Mario Draghi, è anche la mia convinzione che una licenza bancaria dell’Esm non è compatibile con trattati». Posizione rigida quella della cancelliera che Monti tenta di ammorbidire sostenendo che la licenza bancaria all’Esm va vista «con la prospettiva del mosaico: singole tessere che hanno come finalità il dare luogo e concretezza a una governance soddisfacente. Certe cose che in questo momento non sono possibili potrebbero esserlo ad altre condizioni». Sulla possibilità che l’Italia chieda la protezione dello scudo anti-spread, Merkel non intende pubblicamente intervenire, e sostiene di avere «piena fiducia nel governo italiano e nella sua capacità di prendere tutte le decisioni che deve prendere in base alle sue capacità e alle sue forze». Una posizione che segue i concetti espressi dalla Merkel a Monti nel corso del colloquio precedente durante il quale la cancelliera avrebbe consigliato al presidente del Consiglio «di non avere fretta» e di attendere «il mese di settembre» per vedere come procede il salvataggio degli istituti di credito spagnoli e se la stessa Spagna chiederà, come probabile, essa stessa aiuto. Perché l’Italia, è la convinzione di Berlino, potrebbe anche farcela da sola.