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Data: 31/08/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Due passaggi a livello senza sbarre tre morti in incidenti nel Napoletano

SOMMA VESUVIANA - Passaggi a livello senza barriere della Circumvesuviana fatali ieri nel Napoletano: tre vittime - due donne e un uomo - in due diversi incidenti avvenuti rispettivamente a Somma Vesuviana e a Poggiomarino.
È un passaggio maledetto quello di Rione Trieste a Somma Vesuviana, dove hanno trovato la morte due sorelle, Maria e Grazia Annunziata, di 58 e 53 anni, travolte da un convoglio ferroviario mentre transitavano con la propria vettura, una Fiat 500. Su quei binari in via Persici, nel 2003, ci fu un'altra vittima, un uomo di 43 anni, Mauro Mavilla, che si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Nel '99 due coniugi, di 62 e 59 anni, rimasero, per fortuna, solo feriti dall'impatto tra la loro auto ed un convoglio ferroviario.
Stessa fortuna non hanno avuto Maria e Grazia: sono state investite in pieno e per loro non c'è stato scampo. Maria, la più grande delle due, è stata sbalzata dalla propria auto ed è morta sul colpo. Grazia invece, della zona, è rimasta incastrata nella vettura. L'hanno tirata fuori i pompieri con un'autogru ma è deceduta nell'ospedale di Nola.
Ora i residenti di quello che ormai è divenuto un popoloso quartiere, chiedono più sicurezza: «Nei giorni scorsi - hanno lamentato - i segnali non hanno funzionato a dovere, e quello di oggi non è il primo incidente. Cosa aspettano a mettere almeno le barriere?» Il passaggio a livello in questione, che si trova sulla tratta Ottaviano-Sarno, non ha barriere, ed è dotato di segnalatori ottici ed acustici: la Circumvesuviana ha precisato che al momento dell'impatto tra l'auto ed il treno i segnali erano funzionanti. Nel pomeriggio un anziano ha perso la vita a Poggiomarino, sempre nel Vesuviano, sempre in un passaggio a livello senza barriere, sempre scontrandosi con treno della Circumversuviana. Violento l'impatto tra il convoglio e il Fiat Fiorino alla cui guida c'era Nunziato Bianco, di 82 anni, di Scafati (Salerno). Per l'anziano non c'è stato nulla da fare. «Lì ci dovevano essere le sbarre», dice il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro.

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