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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il treno non passa più qui. Cancellate undici tratte, penalizzato l’intero litorale

GIULIANOVA - Degli undici treni diretti al nord (Torino, Milano, Bolzano e Venezia) e che fermavano a Giulianova e in altri centri minori non ne è rimasto nemmeno uno. La nuova frontiera per tutti è tornata ad essere Bologna. Come dire, un passo indietro di oltre quarant’anni. «Se Pescara e Giulianova sono ben servite da treni veloci (Pescara-Ancona pari a 146 chilometri coperti in 67 minuti) per i loro 120.000 abitanti di Pescara e 102.000 di Ancona, che in totale fanno 220.000 - sostiene un grande esperto come l’ingegner Domenico Trifoni - non si è tenuto conto che città ricomprese tra Termoli e Rimini, nel loro insieme, ammontano con i loro bacini, a ben 1 milione e 200.000 abitanti, che, nel periodo estivo, diventano più di tre milioni. Mentre i treni per il Nord vengono direttati da Foggia verso Caserta, Napoli e Roma, i nostri pochi treni masti, provenienti da Crotone, Lecce e Bari sono stati umiliati, declassati ed hanno subito rallentamenti epocali. Impossibile percorrere Giulianova - Bari in giornata - continua l’ingegner Trifoni - . È trascorso mezzo secondo e abbiamo fatto un passo da gigante ma all’indietro».
La tratta Termoli-Lesina è ancora a binario unico e pensare che, in quella zona, l’orografia del terreno consentirebbe la posa di un secondo binario abbastanza velocemente e che dire, poi, anche della «strozzatura» di Ortona? In dieci anni nulla si è fatto per soli cinquecento metri di galleria. Ma restano irrisolti i problemi anche alla stazione di Giulianova. Ci sono stati di recente degli incontri in Comune tra i dirigenti delle Ferrovie e gli amministratori comunali, per tentare di risolvere innanzitutto un problema di civiltà, quello dell’ascensore che non è mai entrato in funzione da decenni che è stato installato e che non permette ai diversamente abili in carrozzina di poter scendere nel sottopasso e poi risalire al binario due e tre per cui tutto questo avviene in maniera manuale. Eppure i dirigenti ferroviari, in quella occasione, avevano assicurato addirittura la realizzazione di un secondo binario in grado di poter «servire» i passeggeri che si servono dei binari tre e quattro per prendere il treno. È stato chiuso il parcheggio interno gestito da una ditta privata in quanto si dovevano effettuare dei lavori nella zona del cosiddetto ex scalo merci, ma tutto è ancora fermo. La stazione, di notte, è poi terra di nessuno, in quanto la biglietteria è chiusa così come è chiuso il posto di polizia ferroviaria e da tempo è stato cancellato anche l’ufficio movimento, per cui spesso nelle sale d’aspetto c’è chi si accampa per la notte, in qualche caso portandosi letti e materassi e poi servendosi dei bagni per lavarsi, bagni che non sono mai tutti funzionanti. Insomma di quella che era la stazione giuliese, famosa per ricevere premi ed encomi negli anni Sessanta e metà anni Settanta è rimasto soltanto un ricordo.

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