Iscriviti OnLine
 

Pescara, 15/06/2026
Visitatore n. 754.977



Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Buracchio: la legge tutela Chieti capoluogo. Il presidente provinciale dell’Udc: insieme all’Aquila è l’unica città che rispetta i parametri del governo

CHIETI «La legge, la demografia e l’economia dicono che Chieti resta capoluogo di provincia». E’ il pensiero di Andrea Buracchio, presidente provinciale dell’Udc, che si schiera con i politici teatini per la salvaguardia dell’autonomia della Provincia di Chieti e dello status di capoluogo dell’antica Teate. Il tema del riordino delle Province continua a far discutere in città. Sull’argomento si registra anche la presa di posizione della curva Volpi, l’anima più calda del tifo della squadra di calcio cittadina che suona la sveglia ai politici e vhe chiede «rispetto per Chieti». Che deve mantenere provincia e titolo di capoluogo secondo Buracchio. «La legge va rispettata in ogni occasione, anche quando non risponde alle nostre attese. Perciò» sottolinea il presidente provinciale dell’Udc «nella complessa discussione sulla revisione delle Province in Abruzzo non si può non tener conto dei parametri fissati dal governo che salvano solo le province di Chieti e dell’Aquila. E’ impossibile, quindi, ipotizzare alcunché di diverso quanto a capoluoghi«. Poi una digressione storica ad avvalorare la necessità di preservare Chieti capoluogo di provincia. «La stessa storia dell’Abruzzo ci insegna che fin dal 1273 i capoluoghi delle due parti della nostra regione, l’Abruzzo Citeriore e l’Abruzzo Ulteriore, sono sempre stati Chieti e L’Aquila. Pescara» sostiene Buracchio «venne elevata a Provincia solo nel 1927». Non basta. Dal presidente provinciale dell’Udc viene anche rimarcato come la Provincia teatina sia la più popolata e abbia il Pil più alto a livello regionale. «Per questi motivi è impossibile» ribadisce Buracchio « cancellare Chieti come capoluogo». La curva Volpi, invece, «pretende impegno e fatti concreti dalla classe politica teatina dato che la città ha già perso tanti, troppi punti di riferimento». «E’ inutile sottolineare come la perdita dello status di capoluogo di provincia e l’eliminazione o riduzione di uffici provinciali comporterebbe la fine definitiva di una città già cannibalizzata da decenni con una comunità» si legge nel volantino «che sta pagando come nessuna in Abruzzo la crisi industriale e una disoccupazione in drammatico aumento»

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it