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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
In Ferrari coi soldi dei debitori del fisco. Guardia di Finanza Si spacciava per funzionario di Equitalia e riscuoteva. Denunciato

Sequestrati beni per un milione oltre a un parco macchine da sceicco

La vendita della fontana di Trevi non faceva ancora parte del «pacco», ma per il resto, il copione messo su dal sedicente funzionario di Equitalia scoperto e denunciato dalla Guardia di Finanza, è degno di un remake di «Totò truffa». È il finale che cambia rispetto all’originale, con il truffatore-evasore costretto a dire addio al suo parco macchine, composto da cinque Ferrari, una Maserati Ghibli, una Aston Martin e una Bmw, una moto Kawasaki e una Suzuki, oltre, naturalmente, a case e appartamenti. Valore venale del patrimonio, più di un milione di euro, messo su in anni e anni di attività instancabile. L’uomo, un quarantacinquenne originario della provincia di Chieti, si spacciava per dipendente di Equitalia, conquistava la fiducia di poveri debitori nei guai con il fisco, e si faceva consegnare somme di denaro per estinguere le pendenze. Resta ancora da chiarire come mai fosse a conoscenza della situazione debitoria di molte delle vittime, salvo i casi in cui erano proprio i truffati a svelare i propri guai con il fisco. Una volta intascati i soldi rilasciava certificati e persino estinzioni di ipoteche. Poi spariva, ma non sparivano i debiti di chi pensava invece di essersi messo in regola. A chiedere l’intervento della Guardia di Finanza di Pescara, diretta dal colonnello Mauro Odorisio, sono stati gli stessi dirigenti di Equitalia, una volta al corrente degli avvenimenti. Oltre ai cittadini raggirati e «ripuliti», infatti, anche Equitalia è parte offesa nella truffa. I «bidoni» sono stati messi a segno nelle province di Pescara, Chieti e Teramo. All'astuto truffatore, che dal 2009 non dichiarava alcun reddito, oltre alla truffa e alla tentata truffa ai danni Equitalia e alle casse dello Stato, si contesta anche la falsità in atti e la sostituzione di persona. Anche la madre, pensionata con redditi minimi dichiarati, è stata denunciata col figlio. La donna, infatta, rappresentava il tramite con una società avente sede del Regno Unito, alla quale erano intestate tutte le proprietà sequestrate dalla Guardia di Finanza. «Ci penso io», è il nome dato all'operazione, proprio perchè l'uomo, relazionandosi con le vittime, si accreditava come colui che era in grado di risolvere tutti i problemi con gli esattori. La madre del 45enne, dovrà invece rispondere di riciclaggio e reimpiego di beni di provenienza delittuosa. Oltre alla collaborazione delle vittime, hanno spegati il colonnello Odorisio e i colonnelli Di Mascio e Di Salvatore, anche quella di Equitalia è stata fondamentale per smascherare il truffatore, in attività sin dal 2008. Equitalia, infatti, aveva presentato denunce contro soggetti ignoti che rilasciavano falsi certificati, quietanze e dichiarazioni liberatorie.

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