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Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Monti accelera sulla crescita e apre il tavolo per i contratti

Nei prossimi giorni i due incontri con imprese e sindacati

ROMA - Dopo le nove ore dell’ultimo e poco produttivo Consiglio dei ministri e lo slittamento della convocazione fissata per ieri a causa dell’impasse generato dal ddl-salute, a palazzo Chigi si prova a cambiare metodo. Non più il lavoro in solitaria di qualche ministro, ma un tentativo di concertazione tra i responsabili dei dicasteri e le stesse forze sociali. Obiettivo: rilanciare il tavolo fra le parti sui modelli contrattuali al fine di promuovere la competitività e con essa l'occupazione. Al piano per la crescita, Mario Monti aggiunge un altro importante tassello: sollecitare il dialogo aziende-sindacati nella speranza di migliorare la produttività delle imprese italiane.
A sperimentare il nuovo approccio è stato ieri lo stesso presidente del Consiglio Mario Monti che ha voluto la lunga serie di riunioni interministeriali che si sono svolte a palazzo Chigi proprio per cercare di accelerare l’iter di alcuni provvedimenti, così come sollecitato dalle forze politiche e dal Quirinale. «Sul tavolo - spiega una nota di Palazzo Chigi - anche la preparazione dei prossimi incontri con le parti sociali incentrati sul tema della produttività e della competitività per la crescita e l’occupazione». Fatto sta che ieri a palazzo Chigi si sono avvicendati i ministri Passera, Ornaghi, Severino, Fornero, Patroni Griffi e Balduzzi. Il tentativo è quello di uscire dalle secche di una serie di riforme fatte e rimaste sulla carta. Proprio per non essere ricordato come «il governo della carta», si cerca quindi di velocizzare le decine di decreti attuativi che ancora mancano. In buona sostanza si tenta di far arrivare nel concreto ai cittadini almeno un provvedimento che semplifichi la vita. Monti ha a cuore la carta d’identità elettronica. Progetto annunciato da più di un governo e rimasto sospeso in quasi tutti i comuni.
Il metodo nuovo che Monti tenta di proporre passa anche, come annunciato qualche giorno fa dal ministro Passera, per un maggiore coinvolgimento delle parti sociali. L’ormai famoso «patto per la produttività» passa per i due incontri che avrà Monti nei prossimi giorni con i sindacati e i rappresentanti delle imprese. Il ministro dello Sviluppo economico è ovviamente il più sensibile al tema sia per delega, sia per l’assedio che subisce ogni giorno il suo ministero da parte di lavoratori di aziende in difficoltà.
La densa settimana inizierà mercoledì prossimo quando Monti e Passera incontreranno a palazzo Chigi i presidenti delle associazioni Abi, Ania, Alleanza delle cooperative, Confindustria, Rete imprese Italia, per la presentazione del documento «L’Italia e il futuro dell’euro e dell'Unione europea, le proposte delle imprese italiane». Dopo la tappa di venerdì a Bari per inaugurare la Fiera del Levante, il presidente del Consiglio incontrerà i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Non siamo ancora alla «concertazione», ma il piano che il governo intende presentare al prossimo Consiglio dei ministri verrà elaborato con il contributo delle parti sociali.
Tre i livelli di intervento: infrastrutture, giustizia civile e semplificazioni fiscali. Su tutti e tre i temi il governo è al lavoro, potendo però contare su risorse molto limitate anche se velocizzare i tempi della giustizia civile e disboscare la giungla degli adempimenti fiscali, senza intaccare i saldi, non dovrebbe essere difficile.
L’altro capitolo è l’attuazione dell’agenda di governo contenuta nei provvedimenti già votati dal Parlamento. Ieri i singoli ministri hanno consegnato a Catricalà una sorta di cronoprogramma con date e scadenze entro le quali i provvedimenti prenderanno corpo. Toccherà ora a palazzo Chgi valutare la fattibilità di ogni singolo intervento e i relativi e possibili costi. Nella nota diffusa ieri sera dal governo si legge che nel corso degli incontri a palazzo Chgi «è stato discusso il cronoprogramma, cioè l'impegno a dare attuazione effettiva, attraverso il completamento delle misure esecutive richieste, alle decisioni adottate dal governo dall’inizio del suo mandato che abbiano un impatto sulla crescita, lavoro che sarà finalizzato in occasione di un prossimo Consiglio dei Ministri». La data ancora non c’è ma l’impegno resta.

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