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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Disoccupazione boom tra i giovani e i precari sfiorano quota 3 milioni

A luglio under 25 senza impiego al 35,3%: 7,4 punti in più in un anno

ROMA - Una sfilza di record. Tutti negativi. Gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione relativi al secondo trimestre 2012 sono da brivido. Il tasso generale è arrivato al 10,5%, in crescita di 2,7 punti rispetto al 2011: è il livello più alto negli ultimi 13 anni (secondo trimestre ’99). La disoccupazione giovanile (15-24 anni) ha raggiunto quota 33,9% con un balzo di sei punti e mezzo rispetto al secondo trimestre 2011: è il tasso in assoluto più alto dal secondo trimestre ’93 (inizio delle serie storiche), diciannove anni fa. Se oltre a essere giovani si è donne e per giunta si vive nel Sud allora si sfiora il dramma: il 48% è senza lavoro.
Un altro record negativo lo troviamo nel numero dei precari: i lavoratori dipendenti a termine hanno raggiunto quota 2 milioni e 455 mila, e anche in questo caso è un record dall’inizio delle serie storiche. Se ci aggiungiamo i collaboratori, che l’Istat calcola in 462.000, arriviamo a quasi tre milioni di lavoratori appesi a contratti che periodicamente scadono e non sanno se gli verranno rinnovati.
Rispetto a un anno fa l’esercito dei disoccupati è aumentato del 33,6%: ora sono 695.000 in più. In parte contribuisce anche il calo (-4,9%) degli inattivi, persone cioè che prima non cercavano e ora hanno deciso di rimettersi sul mercato. I disoccupati totali sono 2 milioni 764 mila.
I dati relativi a luglio (provvisori) invece non rilevano variazioni rispetto al mese precedente: la disoccupazione era al 10,7% e così è rimasta. Ma cifre ripetutamente così alte fanno lievitare il dato annuo che, infatti, risulta in aumento di due punti e mezzo.
Per i sindacati siamo di fronte ad un quadro di vera emergenza. Di «allarme sociale» come dicono Cgil e Uil. La Cisl va oltre e parla di «bollettino di guerra». Raffaele Bonanni, su twitter, scrive: «La recessione ci sta strangolando. Serve una reazione lucida della classe dirigente». E tutti chiedono al governo il varo di un grande piano, o patto che dir si voglia, per il lavoro.
Sfondato il muro del 10%. Un anno fa, nel secondo trimestre del 2011, il tasso medio di disoccupazione era sotto la soglia del 10%, e questo valeva sia per gli uomini (6,9%) sia per le donne (9%). Ora gli uomini sono al 9,8% e le donne all’11,4%. La media porta tutti su: al 10,5%. E le cose vanno male dappertutto: al Nord il tasso di disoccupazione passa dal 5,2% del secondo trimestre 2011 al 7,3%; nel Centro sale dal 6,6% all’8,9%; nel Mezzogiorno si passa dal 13,1% al 17,1%.
L’emergenza giovani. Per gli under 25 trovare un lavoro è sempre più difficile. Più di uno su tre è disoccupato. E a luglio la situazione è peggiorata: il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 35,3%, in aumento di 1,3 punti percentuali su giugno e di ben di 7,4 punti su base annua. A essere iscritti nelle liste di collocamento senza ricevere offerte di lavoro in questa fascia d’età (15-24) sono in 618.000. E il ritmo di crescita annuo della disoccupazione è triplo rispetto a quello complessivo.
Le donne. Per quelle giovani del Sud, con meno di 25 anni, il lavoro è davvero una chimera: la metà non ce l’ha (48%).
I precari. Tra contratti a termine e collaboratori sono quasi tre milioni. Un record. La tendenza ad assumere sempre di meno con contratti a tempo indeterminato è evidente anche dal dato sull’occupazione. Nel secondo trimestre 2012 gli occupati a tempo pieno proseguono la dinamica negativa (-2,3%, pari a un calo di 439.000 unità). Continua invece a crescere il part-time (+10,9%, pari a 391.000 unità), ma in gran parte - sottolinea l’Istat - non è una scelta. Complessivamente il numero degli occupati è calato su base annua dello 0,2% (-48.000 unità): hanno pagato soprattutto i giovani.

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