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Pescara, 15/06/2026
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Data: 01/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Precari verso lo sciopero a L'Aquila e all’orizzonte il ricorso al Tar. Anche i sindacati in rivolta e pronti a impugnare il bando

Vanno verso lo sciopero i precari del comune dell’Aquila. Quelli che hanno messo le mani nella polvere e nelle macerie ora rischiano di rimanere con un pugno di mosche. Dopo aver parlato invano si avviano alla fase due, la protesta, senza più certezze, né alleati. Non sanno più infatti se il comune dell’Aquila sia davvero dalla loro parte o non ci sia mai stato. Non riescono a comprendere, infatti, e lo scrivono in una lettera aperta, come faccia l’amministrazione, con una mano a fare una lotta al loro fianco, sostenendo la stabilizzazione per tutti, mentre con l’altra approvare in giunta la delibera che delega il governo a bandire il concorso per la selezione dei 300. Operazione che stanno compiendo tutti i 56 comuni del cratere. La stessa contraddizione è stata rilevata dalla triplice sindacale.
«Se il bando sarà prodotto così com’è - ha spiegato Fabio Frullo Uil Fp - sarà protesta. Valuteremo il da farsi anche da un punto di vista legale. Paradossalmente potrebbero essere gli stessi dipendenti dei comuni del cratere (compreso quello dell’Aquila) a impugnare il bando per reclamare la mancata applicazione della legge Brunetta che contempla la riserva di posti per i lavoratori in ruolo e non per quelli a tempo determinato così come prevede il maxi emendamento Barca. Vediamo fino a che punto vogliono rischiare e soprattutto cosa produrranno e poi vedremo». È imponderabile ciò che potrebbe accadere in caso di un ricorso al Tar. Il bando potrebbe essere annullato e la ricostruzione potrebbe pertanto rimanere bloccata. Una cosa è certa: il 31 agosto, ieri, è scaduta la fase emergenziale, nessuna proroga ha ribadito il ministro Barca. «Non si ravvede la necessità di selezionare nuovo personale - continua la lettera dei precari - per ricoprire ruoli già rivestiti da personale numericamente e tipologicamente pressoché identico a quello previsto dal concorso». I precari sottolineano che «la scelta produrrà dei rallentamenti se non un blocco totale della ricostruzione». La vertenza si sta trasformando insomma in una delicata partita a poker fra governo lavoratori, sindacati e comune. Dal canto proprio il ministro Fabrizio Barca cade dalle nuvole quando sente parlare di concertazione e procedure obbligatorie di mobilità. Non è compito suo del resto, ma della funzione pubblica. Del famoso Ripam, insomma.
«Esiste una separazione assoluta fra la fine del tempo determinato e questo tempo determinato - ha spiegato il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca - che non è legato a procedure di concertazione ed è una scelta fatta in norma che è aperta anche a giovani di tutta Italia. La concertazione non riguarda ciò di cui io mi occupo, perché non riguarda più la ricostruzione dell’Aquila ed è un problema che riguarda tutto il Paese». Niente proroghe dunque? «Noi abbiamo evitato una proroga perché la ricostruzione aquilana non può vivere di proroghe, abbiamo costruito il concorso per dare una risposta esaustiva». L’ordine degli architetti, in una lettera al sindaco e al ministro, invece, si schiera al fianco dei precari.

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