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Data: 02/09/2012
Testata giornalistica: Il Centro
Il caso Varrassi divide il centrodestra. Gatti approva le critiche di Di Dalmazio e avverte: conferma da valutare. Venturoni: sta facendo bene, resta di sicuro

TERAMO Un big del Pdl regionale come Lanfranco Venturoni non ha alcun dubbio che la conferma del manager della Asl di Teramo Giustino Varrassi, decretata il 29 agosto dalla giunta regionale, sia cosa già fatta. Blindata, inattaccabile. Oltre che, secondo Venturoni, sacrosanta. Altri segnali provenienti dall’entourage del governatore Gianni Chiodi dicono invece una cosa diversa, e cioé che si tratta di una conferma sub iudice. Insomma, sulla questione sanità nel centrodestra tira aria di spaccatura. Fatti e dichiarazioni parlano chiaro. L’assessore regionale Paolo Gatti, che da tempo fa corrente a sé nel Pdl, ha ottenuto dai colleghi di giunta l’inserimento, nella delibera che conferma Varrassi, di un emendamento con il quale si chiede alla Procura di Teramo di fornire gli atti sulle inchieste penali che riguardano il manager. Un comma della legge che regola i contratti dei direttori generali, infatti, elenca una serie di «gravi motivi» per i quali la Regione può risolvere il contratto di un manager. Tra questi c’è la «violazione di leggi». Un semplice atto dovuto, secondo Venturoni. Qualcosa di più, secondo Gatti. Alle cui perplessità si è aggiunto, a sorpresa, il collega di giunta Mauro Di Dalmazio, notoriamente un fedelissimo di Chiodi, che ha attaccato senza mezzi termini Varrassi per l’esternazione seguita alla conferma, nella quale il medico e docente aquilano sosteneva che su di lui la giunta si era «ricompattata». Pensi a fare il manager e non parli a sproposito di politica, ha scritto Di Dalmazio. E Gatti, il giorno dopo, si associa. «Sono completamente d’accordo con Di Dalmazio», dice, «e questo dimostra come la giunta stia lavorando con equilibrio e spirito di coesione. Varrassi deve stare zitto e pensare a lavorare. Le sue dichiarazioni sono state fuori luogo. La conferma? La valuteremo dopo aver letto gli atti giudiziari. Le inchieste che lo riguardano non sono certo di routine». La difesa del manager tocca a Venturoni. Che non è più assessore alla sanità, ma resta il primo collaboratore di Chiodi sulla sanità. «Primo, non mi pare proprio che il tribunale del riesame, nel dire che Varrassi non doveva essere arrestato per peculato, sostenga anche che dovesse essere interdetto. Varrassi è già confermato, chiedere gli atti ai pm è stato solo un atto dovuto. Secondo, gli attacchi del centrosinistra sull’Oncologia del Mazzini sono assurdi e puramente strumentali: anche all’Aquila non c’è un dipartimento di oncologia e nessuno dice nulla. L’organico di Oncologia a Teramo peraltro è uno dei più numerosi d’Abruzzo e l’accorpamento estivo del reparto si fa da sempre. Terzo: parlano di clientele, di primari messi o tolti per questioni politiche? Forse si sono dimenticati chi erano i capi dipartimento quando governava il centrosinistra. Dei primari che abbiamo fatto noi, nessuno ha mai fatto attività politica. Loro non possono dire altrettanto, posso fare cento esempi. Quarto, i risultati. Bene, proprio quando abbiamo finalmente un manager che ci capisce, un’autorità mondiale nel suo campo che può dare una svolta alla nostra sanità, piovono accuse da tutte le parti nelle quali c’è tutto e il contrario di tutto. Organizzare la sanità è difficile, soprattutto dopo i danni fatti per anni da chi non ci capiva nulla. Pensate che abbattere le liste di attesa sia facile, che si possa fare da un giorno all’altro? Invito questi politici a pensare ad altro, che so, al turismo. E basta a denigrare il nostro ospedale di Teramo, basta polemiche che fanno solo del male. Il Pd organizza il “Sanità day”? Che mi invitassero, porto i dati su come andava prima e come va adesso e vediamo. Sono pronto, parliamone! Quinto e ultimo, la nota di Di Dalmazio contro Varrassi. E’ solo un equivoco, magari Varrassi poteva non usare il termine “ricompattare” ma farci una polemica del genere non sta né in cielo né in terra». Insomma: intorno a Chiodi ci sono due modi di vederla, due linee molto diverse. Su Varrassi non è ancora stata detta l’ultima parola.

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