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Data: 02/09/2012
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Rimane solo Chiodi a difendere Varrassi. Fli accusa le scelte del dirigente. Il caso «Oncologia» è la punta dell’iceberg

Sanità Anche l’assessore regionale Di Dalmazio fatica a «sopportare» il manager della Asl

Sguardo accigliato e testa che si scuote come a dire: "non ci siamo proprio". Mauro Di Dalmazio, assessore regionale e consigliere comunale a Teramo, stoppa l'entusiasmo che sembra aver colto il manager della Asl Giustino Varrassi, reduce da una conferma di metà mandato. Quei commenti politici proprio non gli sono andati giù. «Non gli competono» spiega Di Dalmazio, che stigmatizza le parole del direttore generale, definendo la nota diffusa «assolutamente fuori luogo ed inopportuna per i suoi contenuti». Tra le "colpe" di Varrassi, quella di considerarsi quasi l'artefice di «una ritrovata armonia nell'Esecutivo guidato da Gianni Chiodi». «Esecutivo» aveva detto «da cui adesso sembrano scomparse anche le ultime titubanze, grazie alla ricordata unanimità di consensi». Eh no, Di Dalmazio proprio non ci sta e replica in maniera secca e senza usare mezzi termini. «Se il direttore generale vuole ringraziare per la fiducia accordata libero di farlo» dichiara «ma si trattenga da considerazioni politiche sulla Giunta che lo ha nominato, in quanto completamente debordanti rispetto al suo ruolo ed alle sue funzioni. È auspicabile, anzi doveroso, che in futuro il direttore generale si attenga da queste linee evitando sconfinamenti politici che nulla hanno a che fare con il delicatissimo incarico che gli è stato affidato». Come a dire: "ognuno al suo posto". D'altra parte Varrassi lo ha dichiarato sin dal primo momento: lui non è uomo di politica, il suo unico compito è svolgere al meglio il ruolo affidato in campo sanitario. E questa incursione proprio non è andata giù a chi la politica la fa di mestiere. Così come c'è un altro esponente politico che non ha particolarmente gradito la conferma del manager della Asl. Si tratta del capogruppo Fli in consiglio comunale a Teramo, Paolo Albi, il quale ritiene che «le determinazioni della giunta abbiano superato abbondantemente il limite del ridicolo e del grottesco». «Ragazzini allo sbando» li definisce il consigliere teramano «curanti solo dei loro piccoli destini personali ed elettorali». Il riferimento è, in particolare, alla "riserva" con la quale la giunta ha confermato l'incarico al direttore generale, chiedendo di poter visionare gli atti relativi alle inchieste giuridiche che vedono coinvolto il manager. «La giunta scopre solo ora che forse vi sono dei problemi, già noti da molti mesi alla magistratura e all'opinione pubblica. Solo furbizia di basso livello. La verità è che delle cose per cui forse è condannabile questo Varrassi sono direttamente responsabili, ispiratori e complici i massimi livelli del Pdl teramano. E il manager dice il giusto rappresentando in uno scandaloso ed inusitato comunicato ufficiale della Asl che è lui la figura centrale di questo modo di esercitare il potere e che è proprio lui che ha contribuito a rinsaldare l'unità sostanziale della Giunta Chiodi».

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