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Data: 02/09/2012
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sanità, pronto il decreto bis: esclusi giochi e bevande. Il governo prepara il nuovo testo, più snello del precedente, che sarà varato mercoledì

Passano l’intramoenia e il medico di base attivo per 24 ore

ROMA Il lavoro di attuazione delle leggi già in vigore, la scrematura dell’agenda per la crescita in vista di nuovi provvedimenti, la riapertura del dialogo con le parti sociali. Sono vari i fronti su cui è impegnato il governo in vista delle scadenze autunnali. Ma dopo la pausa della scorsa settimana il primo appuntamento è con il decreto sanità, che dovrebbe essere approvato mercoledì in forma un po’ più asciutta rispetto alla versione originaria: una quindicina di articoli invece dei 27 previsti, senza alcune delle misure più controverse. Salteranno in particolare la tassa su bevande gassate e zuccherate, e le norme di contrasto alla ludopatia, che comprendevano fra l’altro il divieto di installare apparecchi da gioco a meno di 500 metri da scuole e altri centri di aggregazione giovanili. In bilico anche le norme sulla non autosufficienza.
Entreranno invece nel provvedimento le parti più strutturali, legate all’assetto del sistema sanitario. Dunque sarà avviata la rivoluzione dell’assistenza di base, con l’obbligo per i medici di consorziarsi e garantire il servizio 24 ore su 24. Su questo punto erano arrivate dalle Regioni obiezioni legate ai possibili maggiori costi, che però dovrebbero essere superate. Ugualmente andrà in porto il riassetto dell’attività intramoenia: si sta ancora discutendo su come definire il tema delle tariffe massime e minime, mentre resta per i medici che svolgono questa attività l’obbligo di rendere completamente tracciabile la propria attività, compresi i compensi. E ci saranno anche i nuovi criteri per le nomine nelle Asl e negli ospedali.
Un altro capitolo importante del decreto, quello relativo al fascicolo elettronico contenente tutti i documenti sanitari sul cittadino, è confermato ma potrebbe confluire nelle misure sulla nuova carta di identità elettronica. Proprio questo provvedimento rappresenta il successivo appuntamento di rilievo per il governo: vedrà la luce nella riunione del Consiglio dei ministri del 14, o al più tardi la settimana seguente. Al centro ci saranno le nuove semplificazioni per le imprese, in particolare a vantaggio delle start-up, e l’agenda digitale, in cui è stato inserito il «Documento unificato» destinato ad assorbire la futura carta di identità e l’attuale tessera sanitaria. Un progetto ambizioso che nelle intenzioni dell’esecutivo porrebbe fine ad una vicenda che si trascina da quasi un quindicennio.
Sempre mercoledì prossimo il governo farà il punto sullo stato di attuazione dei provvedimenti già approvati. Ogni ministro ha ricevuto una scheda con i vari adempimenti, saranno sollecitati i decreti attuativi mancanti in modo da concludere i vari percorsi (che in alcuni casi sono lunghi) entro il mese di febbraio.
Ci sono poi tutti gli altri progetti esaminati nel lunghissimo Consiglio dei ministri del 24 agosto e inclusi nell’agenda per la crescita. Qui il coordinamento tocca al sottosegretario alla presidenza Catricalà, che sta ricevendo dai vari ministri i cronoprogrammi delle possibili realizzazioni. Qualcuno è già arrivato, molti altri devono ancora arrivare.
Infine è già fissata la scadenza per la legge di stabilità, che deve essere inviata in Parlamento entro il 15 ottobre. Il governo è intenzionato a rispettarne il carattere di provvedimento formale e non di sostanza, con le tabelle del bilancio e poco più. Anche se almeno sulla carta è possibile che alla legge siano affiancati dei collegati, che però non hanno termini garantiti per l’approvazione. Certo è che occorrerà mettere nero su bianco i nuovi tagli di spesa necessari a evitare dal luglio 2013 l’aumento dell’Iva.
Nel frattempo dovrebbe fare il suo cammino in Parlamento la delega fiscale, che con tutta probabilità manterrà il suo assetto attuale; nelle settimane scorse si era invece parlato di sfilare dal testo alcune parti, come il riordino delle agevolazioni fiscali.

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