BRUXELLES In Europa è in corso una vera e propria battaglia aerea, per fortuna solo a colpi di carte bollate. I contendenti sono due: da una parte Ryanair, la compagnia low cost irlandese, e dall'altra tutti gli altri, le altre società, la Commissione europea, alle volte anche i passeggeri. Gli uomini di Dublino hanno però un prezioso alleato: quasi tutte le amministrazioni locali di dove i suoi aerei atterrano, o promettono di farlo. La questione è, quasi ovunque, la stessa: il sospetto che dai Comuni, le Province e le Regioni nelle quali ci sono gli scali utilizzati dagli irlandesi partano fiumi di soldi verso la compagnia a scapito delle concorrenti. E' un modo per far arrivare in massa turisti, ma anche molti che viaggiano per affari, una grande quantità di gente che compra caramelle, affitta auto, semplicemente scende dall'aereo o ci sale, va in vacanza magari lì vicino e porta comunque tanto danaro. In Italia il caso è tornato a galla con la denuncia di Meridiana dei giorni scorsi. Alessandro Notari, direttore commerciale del gruppo, ha sostenuto che «sarebbe opportuno domandarsi quali sarebbero le tariffe ed i conti di Ryanair senza i contributi che riceve in Italia in modo poco trasparente dagli aeroporti e dagli Enti Locali italiani». Questo è difficile saperlo, ma è invece facile sapere che in alcuni aeroporti esistono accordi per i quali l'arrivo, o la partenza di ogni passeggero è premiato con il pagamento di un cifra tra i 5 e i 7 euro (a secondo dagli aeroporti e della quantità di viaggiatori). E qui parliamo di milioni e milioni persone. Altri accordi, che si aggiungono a questi, sono invece forfettari. L'aeroporto veronese Valerio Catullo, ma è solo l'ultimo della lista, pagherebbe 7 milioni l'anno a Ryanair perché continui ad usare lo scalo. Come si fa in tutta Europa, non è uno "scandalo italiano". Una recente indagine, del tutto simile, riguarda lo scalo di Lipsia, in Germania dove sono aperte indagini dell'Ue su nove altri scali (Lubecca, Francoforte Hahn, Altenburg Nobitz, Zweibrücken, Berlin Schönefeld, Dortmund airport 1, Dortmund airport 2 e Saarbrücken). In Francia sono sette (Pau, La Rochelle, Carcassonne, Marsiglia, Angoulême, Nîmes e Beauvais), in Belgio uno, come in Danimarca, Austria, Finlandia e Romania. Una guerra europea, che a breve potrebbe vedere una prima vittima, ad Alghero. Alla fine dell'anno lo scalo potrebbe chiudere se dall'indagine in corso a Bruxelles dovesse uscire che gli aiuti dati a Ryanair (unica ragione di vita della pista) sono illegali. «Invece di promuovere la crescita della concorrenza, della possibilità di scelta e di una migliore offerta per i consumatori negli aeroporti secondari e regionali, la Commissione europea - attacca Michael Cawley, vice amministratore delegato di Ryanair - preferirebbe chiudere questi aeroporti o far aumentare le tariffe aeree per i passeggeri». Da Bruxelles ovviamente si smentisce una scelta politica contro questi aeroporti, «non vogliamo chiuderli», replica Antoine Colombani, capo dell'ufficio di Joaquin Almunia, commissario europeo per la Concorrenza. «Gli aeroporti regionali sono importanti, non mettiamo in discussione i benefici che rappresentano per il territorio, ma - spiega il francese - è nostro dovere lavorare su tutte le segnalazioni di presunte violazioni delle regole che ci arrivano». Entro la fine dell'anno, o al massimo per l'inizio del 2013 la Commissione vorrebbe chiudere tutte le indagini aperte (al momento sono circa 25). Il ciclone Ryanair (la prima compagnia aerea in Italia) è guidato da Michael O'Leary, il creativo presidente della compagnia che, pur avendo cambiato la vita di tanti europei che con poche decine di euro possono volare da un capo all'altro del continente, ha pessimi rapporti con i suoi clienti. Li ha chiamati "bastardi" nel 2010, quando chiedevano rimborsi per i voli non effettuati a causa delle polveri del vulcano islandese, poi vorrebbe farli volare in piedi, legati a delle tavolette messe di traverso o ancora, gli piacerebbe farli pagare per andare alla toilette. Ma certo, se si scoprisse che i voli li paghiamo anche con le nostre tasse, questo non aumenterebbe la simpatia.